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I servizi sociali tornano ai Municipi. Lo ha deciso il Tar

Il ricorso è stato presentato dai consiglieri comunali del Pd e della Lista Crivello che, insieme ai presidenti dei Municipi con maggioranza di sinistra, hanno finanziato il ricorso contro il Comune

Secondo Pd e Lista Crivello il principio vale per tutti i servizi comunali.

<È stata annullata la delibera illegittima del Comune – ha detto la capogruppo Pd Cristina Lodi -. Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale è stato pagato direttamente dai consiglieri e dai presidenti di Municipio. Abbiamo chiesto il rispetto dei Municipi, delle norme e del ruolo dell’opposizione>. La causa è stata patrocinata dall’avvocato Luigino Montarsolo. Il Tar non ha accettato la costituzione in giudizio dei consiglieri comunali in quanto non direttamente interessati se non come cittadini, ma ha accettato quello die presidenti di Municipio e ha cancellato la delibera comunale che avocava alla diretta gestione di Tursi degli Ats. In ballo, ora, sempre al Tar, c’è una delibera urbanistica che riguarda il Puc (una parte dell’area di Villa Bombrini, ha spiegato il consigliere comunale Stefano Bernini. <Questo è il primo spartiacque – ha detto -. Avvertiamo che per tutte le altre deliberazioni in contrasto con le prerogative dei Municipi procederemo di nuovo a ricorsi e impugnazioni al Tar>.
<In questa città c’è un serio problema di democrazia – ha detto il capogruppo della Lista Crivello Gianni Crivello -, i nostri ordini del giorno vengono respinti e non discussi e c’è la volontà di azzerare i municipi, la partecipazione e la democrazia che rappresentano. Sono stato apportati tagli nettissimi anche ai fondi per gli interventi sul territorio>.
<Al Tar sono passato due 2 principi di indubbia valenza generale – ha aggiunto il consigliere Pd Alberto Terrile -. Una formale: il diritto dei Municipi di impugnare atti del Comune lesivi delle loro competenze. Il Comune aveva sostenuto che non potessero perché organi dello stesso ente. Il secondo principio è di carattere sostanziale: il Comune non può accentrare, salvo rarissimi casi i servizi di base degli articoli 58 e 60 dello statuto. Questo riguarda tutto: i servizi demografici, scolastici e molti altri. Questa è una regola a carattere generale cambiare>.
Il consigliere Alberto Pandolfo ha ricordato come anche <per la questione dei buoni pasto siano stati estromessi i Municipi che dovevano vedere i municipi co gestori dell’operazione>.
Massimo Ferrante, presidente della Bassa Valbisagno, ha parlato di <Allergia dell’Amministrazione alle regola democratiche e alla condivisione della macchina amministrativa>. Il consigliere comunale Pd Claudio Villa ha sostenuto che <il Comune riconosce i Municipi solo come uffici decentrati>.
Federico Romeo, presidente del Municipio Valpolcevera, ha ricordato l’iter della delibera impugnata e annullata, approvata dalla giunta comunale il 19 settembre 2019 che, a suo parere (e anche secondo il Tar, adesso) è <in palese contrasto con statuto e regolamento comunali>.
<Avvertimmo il Sindaco – ha proseguito Romeo -. Esisteva la violazione dello statuto e della legge. I presidenti di Municipio sono stati riconosciuti come soggetti lesi della propria carica>.
Claudio Chiarotti, presidente del Ponente, ha ricordato come la discussione fosse cominciata con l’assessore competente, ma <si interruppe con la delibera di giunta che tolse ai Municipi ogni prerogativa>.
<Non si può andare avanti conducendo l’amministrazione della la città come se fosse un’azienda privata – ha continuato -. La sentenza dice che dobbiamo essere coinvolti. Non siamo un ufficio distaccato del Sindaco. Tra l’altro, Ponente e Valpolcevera devono gestire territori fragili anche sotto il profilo sociale, col 90% delle case di edilizia popolare>.
Enrico Pignone, consigliere comunale della Lista Crivello, ha spiegato che i Municipi vengono vissuti dall’Amministrazione <come un fastidio> e che invece non sono <Il braccio operativo del Comune>.
Lodi ha ricordato che sono 56 i milioni dedicati alla partita sociale, 25 dei quali dedicati alla residenzialità dei minori. Parecchi milioni di cui l’Amministrazione aveva avocato a sé la gestione diretta e che ora dovranno essere riorganizzati sul territorio dai Municipi. <Non è una questione economica – ha assicurato Chiarotti -. Esiste la necessità di discutere l’ottimizzazione dei capitoli di spesa come conto capitale.
Crivello ha concluso come sottolineando come <anche la parte tecnica a sostegno dell’amministrazione abbia avallato la decisione>. Una scelta che definisce <singolare>.

Il Comune di Genova fa sapere di aver deciso di ricorrere in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar riguardante la gestione dei servizi sociali comunali ritenendo che <ci siano le condizioni per un accoglimento delle proprie argomentazioni a sostegno della deliberazione impugnata>.

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