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Operazione Barbablu, i CC stroncano la banda dei grossisti di hashish – VIDEO

Perquisizioni col nucleo cinofili messe in atto dal Comando Provinciale. Prima di essere smistato, lo stupefacente veniva stoccato all’interno di garage e magazzini cittadini, cambiati di frequente per non attirare particolare attenzione ed eludere le investigazioni da parte delle Forze di polizia

I Carabinieri del Comando Provinciale di Genova hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Genova, Alessia Solombrino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo, nei confronti di 14 persone ritenute a vario titolo responsabili di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, aggravate dall’ingente quantità e poste in essere anche in forma continuata e concorsuale, ed estorsione aggravata dall’uso delle armi. L’esecuzione ha riguardato le province di Genova e Perugia con l’impiego di oltre cinquanta Carabinieri del Comando Provinciale supportati dai colleghi umbri e dal Nucleo Cinofili di Villanova d’Albenga.

I provvedimenti cautelari giungono al termine dell’indagine convenzionalmente denominata “BARBABLU”, avviata nel febbraio 2018 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova sotto la direzione ed il coordinamento del sostituto procuratore Federico Manotti per sviluppare alcuni elementi investigativi acquisiti nel corso di una pregressa attività, la “PRÊT À PORTER”, che aveva acclarato l’operatività di due sodalizi criminali organizzati dediti all’importazione dal Marocco, via Spagna e Francia, di tonnellate di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana (in gran parte sequestrate) destinati a rifornire all’ingrosso il mercato nella provincia di Genova e di altre realtà del territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Sicilia). [Sotto: le foto degli arrestati]

Nell’ambito della precedente indagine, infatti, era stato possibile monitorare un incontro tenutosi nel quartiere di Sestri Ponente tra uno degli indagati di allora, residente a Carmagnola (TO), e due uomini genovesi noti ai carabinieri quali soggetti gravitanti negli ambienti del narcotraffico. Motivo dell’incontro era la consegna di una campionatura di hashish, importato via terra dalla Spagna, da sottoporre alla valutazione dei due genovesi per il possibile acquisto di una consistente fornitura. L’approfondimento investigativo di quel preliminare incontro ha consentito di comprovare, in due anni circa di attività condotta con metodi d’indagine sia tradizionali che tecnici, l’esistenza di una radicata rete di soggetti, in prevalenza italiani stanziali a Genova, ripartiti in gruppi operativamente autonomi, ma interconnessi in caso di mutua necessità o per ragioni di approvvigionamento e scambio/comunanza di contatti, dediti allo smercio di ingenti quantitativi di hashish da distribuire a Genova ed in provincia.

Le indagini hanno anche dimostrato l’efferatezza riposta nel perseguire gli scopi criminali. Un indagato di origine slovena, infatti, destinatario di custodia cautelare in carcere, non ha esitato nell’avvicinare un soggetto genovese in contatto con un altro degli odierni arrestati per percuoterlo pesantemente, dopo averlo minacciato puntandogli una pistola, al fine di farsi consegnare la somma di 80mila euro per risarcire un debito maturato nell’ambito di un’operazione di acquisto di una partita di stupefacente proveniente dalla Spagna non andata a buon fine e rispetto alla quale l’aggredito fungeva da garante. Dopo il pestaggio, per rafforzare ulteriormente la concretezza dell’intimazione, l’aggressore si è fatto consegnare la macchina intestata alla madre della vittima, una Mercedes Classe A a bordo della quale, a distanza di un mese da quell’episodio, è stato arrestato in flagranza di reato poiché trovato in possesso di oltre 5 kg. di hashish di cui aveva provato a disfarsi lanciandoli dall’abitacolo prima di essere fermato dai Carabinieri.

Nel suo corso l’indagine ha consentito di:

  • arrestare in flagranza venti persone ex art. 73 D.P.R. 309/90;
  • arrestare su o.c.c., nell’ambito di un altro procedimento connesso, due soggetti genovesi per artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90;
  • sequestrare kg. 98,600 di hashish e gr. 21 di cocaina;
  • sequestrare € 79.950,00 in banconote di diverso taglio, riferibile all’illecita attività. 

Gli odierni provvedimenti hanno portato in carcere sei persone, altre due sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Per ulteriori sei soggetti è stato disposto l’obbligo di dimora con divieto di allontanamento dalla propria abitazione nell’arco temporale 19:30 – 07:00 (uno di loro è risultato irreperibile ed è attivamente ricercato sul territorio nazionale). I nomi:

  1. Carlevaro Federico Emanuele, classe 1952, residente a Genova, associato alla Casa Circondariale di Marassi;
  2. Chiarioni Bruno, classe 1948, residente a Genova, associato alla Casa Circondariale de La Spezia;
  3. Antonicelli Giuseppe, classe 1964, residente a Genova, associato alla Casa Circondariale di Imperia;
  4. Giacinto Pino, classe 1959, residente a Genova, già detenuto presso la Casa Circondariale di Marassi;
  5. Stupar Dragan, classe 1961, nato in Slovenia, già detenuto presso la Casa Circondariale di Marassi;
  6. Hadir Abderrahman, classe 1973, nato in Marocco, associato alla Casa Circondariale di Marassi.
  7. Maragno Ivan, classe 1942, residente a Città di Castello (PG), sottoposto agli arresti domiciliari;
  8. Baldicchi Francesco, classe 1969, residente a San Giustino (PG), sottoposto agli arresti domiciliari.
  9. Castiglione Luca, classe 1965, genovese, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova;
  10. Mallia Marco, classe 1985, genovese, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova;
  11. Fortugno Carmelo, classe 1978, genovese, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova;
  12. Calogero Floriana, classe 1985, genovese, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova;
  13. Ettaqui Issam, classe 1980, nato in Marocco, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Rapallo;
  14. Lherce Issame, classe 1979, nato in Marocco, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Genova, di fatto irreperibile.
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