Rsa, morti Covid: la procura indaga su una decina di strutture

Le indagini erano cominciate su input di una serie di esposti anonimi o firmati da parenti dei deceduti o lavoratori. Nel mirino procedure non corrette e, quindi, pericolose, come quella denunciata da alcuni dipendenti che hanno detto di avere ricevuto ordine di non indossare i dpi per non spaventare gli ospiti. Una lettera dei responsabili di alcuni centri accusa: <Ad Alisa ci hanno detto di non portare i malati ai pronto soccorso per non intasarli>

Secondo il procuratore capo Francesco Cozzi <È evidente che in alcune residenze ci sia stato un numero troppo alto di morti>. Gli epidemiologi periti della procura stanno ancora ricostruendo tutta la vicenda, il cui quadro sarà ricomposto grazie alle indagini dei carabinieri del Nas, ma, ha proseguito Cozzi <Dai primi dati si vede che la curva dei morti è salita>.
La curva è quella delle morti e l’indagine è quella che vede come ipotesi di reato l’epidemia colposa e che è stata affidata al pool Salute della Procura guidato dal procuratore aggiunto Francesco Pinto e alla squadra di “tecnici” capitanata dal professore Giancarlo Icardi, ordinario di Igiene generale applicata alla facoltà di Medicina. Il fascicolo è ancora contro ignoti, ma le strutture in cui si sono verificate situazioni anomale sono, appunto, una decina.

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