Si chiamava Emanuele Bonzani la vittima dell’incidente mortale di ieri
Faceva il fisioterapista, aveva moglie e due figli ed era il figlio di Giuseppe, uno dei dirigenti Ansaldo gambizzati dalle Br negli anni ’70
Si chiamava Emanuele Bonzani l’uomo di 53 anni (ne avrebbe compiuti 54 il 20 ottobre) morto ieri, dopo lo scontro del suo scooter con un suv nella galleria Mameli. Lascia la moglie e due figli, la madre e i 3 fratelli. Faceva il fisioterapista e amava la montagna. Ieri pomeriggio viaggiava su uno scooter Honda SH in direzione centro mentre l’auto procedeva in senso opposto, verso levante.
Il conducente della Volskwagen Tiguan, un quarantaseienne, è risultato negativo al test dell’alcol ed è stato ricoverato al Galliera in codice giallo, con ferite di media gravità.
I soccorsi sono arrivati in 2 minuti dall’incidente: la sede della Croce Bianca Genovese è a pochi metri da lì, in piazza Palermo.
Per Emanuele, schiacciato e trascinato col suo scooter, non c’era già più nulla da fare. I militi hanno comunque tentato di rianimarlo, ma al San Martino l’uomo è giunto già morto. Probabilmente è deceduto sul colpo. I soccorritori si sono trovati davanti una scena tremenda: lo scooter accartocciato sotto il muso dell’auto mentre il corpo dell’uomo aveva perso un braccio e presentava una serie di altre ferite gravissime e colpi alla testa. Sulla dinamica dell’incidente indaga il reparto Infortunistica della Polizia Locale. È stato sequestrato il telefono per scoprire se, per caso, il guidatore fosse distratto dall’uso del cellulare.
Emanuele Bonzani era il figlio di Giuseppe, uno dei 3 dirigenti Ansaldo gambizzati dalle Br negli anni ’70. Come Giuseppe Bonzani anche Carlo Castellano e Sergio Prandi mentre Vincenzo Casabona era stato rapito e rilasciato la sera stessa, legato ad un albero. Era il 30 aprile 1979 quando le Brigate rosse spararono 5 colpi alle gambe all’ingegner Bonzani non lontano da casa sua. All’epoca Emanuele aveva poco meno di 12 anni e suo padre 49. Giuseppe Bonzani, direttore dello stabilimento G.T. Ansaldo, fu sottoposto a intervento chirurgico all’ospedale di Sampierdarena e si salvò nonostante le gravi ferite.




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