Lavoratori mense, in due in sciopero della fame per non morire di fame

Non è un gioco di parole, ma una drammatica realtà. Flavia: <Chiediamo di non morire di fame e di poter lavorare e per avere ascolto io ed un ‘altra collega abbiamo cominciato lo sciopero della fame. Presto anche altre colleghe si uniranno alla nostra protesta, l’unica possibile visto che non possiamo manifestare>

<Mi chiamo Flavia e parlo a nome di 750 dipendenti circa della ristorazione scolastica tra addette mensa, aiuto cuochi, cuochi, autisti, magazzinieri e ispettrici – spiega la donna, delegata Cgil -. Siamo fermi dal 23 febbraio. Stiamo aspettando il FIS, ma non è arrivato ancora un soldo e le nostre famiglie sono allo stremo. Il fondo di integrazione salariale non è proprio una cassa integrazione, e calcolata su 75% del lordo, ovvero : la meta circa del nostro stipendio>. Con lei scenderà in sciopero Marzia. Altre si stanno organizzando con gruppi Facebook.
<Alcune di noi a giugno entreranno in sospensione estiva e fino a settembre non hanno diritto a retribuzione. Purtroppo non hanno potuto mettere nulla da parte e anche i lavoretti in nero sono andati persi> prosegue Flavia.
Nessuna prospettiva, quindi, per lavoratori da sempre con uno stipendio molto basso da sempre e con l’impossibilità, per molti, di lavorare almeno fino a settembre.
<Chiediamo un qualsiasi lavoro per mangiare, non per andare in ferie – prosegue la delegata -. Tra di noi ci sono tante donne che mantengono famiglie monoreddito che non sanno più cosa portare in tavola ai loro bambini>.
Da tempo l’assessore Pietro Piciocchi ha promesso di trovare una soluzione per quanto riguarda le addette delle mense comunali. <Ma qui il tempo passa – prosegue Flavia – e la tavola resta vuota. In tante non ce la fanno più. Bisogna fare in fretta. Ci sono persone che hanno di fronte un’estate senza alcun tipo di stipendio perché assunte solo per il periodo in cui le mense sono attive. Come manterranno la famiglia?>.

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