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“Libero” spara in prima pagina, Bassetti smentisce. Ma la rettifica a norma di legge non arriva

Il titolo di ieri mette in bocca al direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino un’affermazione azzardata (“A giugno il virus sarà morto”) e, nel sommario, un’accusa al Governo, dipinto come autore di terrorismo nei confronti della popolazione con <numeri sovrastimati>. Bassetti smentisce seccamente su Facebook, ma il giornale, per ora, non pubblica smentita a norma di legge, cioè con la stessa evidenza: nel titolo di apertura della prima pagina. Ha due giorni di tempo per farlo. Intanto, sui social, grazie all’immagine del titolo, prosegue la costruzione metodica una “realtà virtuale” fasulla.
Nel frattempo, ieri, l’Università ha fissato per il 13 e 20 maggio gli esami del corso del professor Bassetti slittati da marzo

Questo il titolo sparato a tutta pagina, in prima pagina, ieri da Libero. Si attribuiscono al direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino due dichiarazioni (di cui non abbiamo, in verità, trovato traccia nel testo dell’articolo all’interno).
La prima: <Il virus sarà morto a giugno>
La seconda lascia intendere che la popolazione sarebbe terrorizzata a causa di dati sovrastimati (e quindi falsi) diffusi dal governo.
La prima: una dichiarazione assai azzardata per un medico specialista e professore universitario. La seconda: una dichiarazione politica, un preciso attacco al Governo accusato di diffondere dati falsi causando nella popolazione reazioni sociali pericolose. In sostanza di causare il panico. Gravissimo se fosse vero, ma lo stesso presidente della regione Giovanni Toti aveva detto in conferenza stampa in diretta social che i numeri diffusi dalla Regione e quelli diffusi dal ministero, a cui arrivano dalla Regione stessa, sono gli stessi, anche se organizzati diversamente. A rischio querela da parte del Governo se fosse falso.
A chiarire che quanto riportato sarebbe tutto falso è stato lo stesso professor Matteo Bassetti che si è affrettato a pubblicare, già ieri, la sua smentita a mezzo Facebook.

Chiaro e preciso: il titolo non corrisponde, spiega, a quanto da lui dichiarato in intervista. Ha chiesto sin da subito la rettifica.

Ma oggi, su Libero non compare la rettifica secondo norma. Secondo la legge, per i quotidiani, le dichiarazioni o le rettifiche si devono pubblicare non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferiscono.
Nel caso specifico devono comparire in apertura di prima pagina, come è stato per il titolo di ieri. Come potete vedere, sulla prima pagina del giornale di oggi (nella foto a sinistra), nel titolo di apertura, non compare alcun riferimento al titolo del giorno precedente e si continua sulla linea del popolo “impaurito e confuso”.

Questo, oltre a non chiarire ai lettori che il professor Bassetti si dissocia da quanto è stato scritto il giorno precedente, crea anche nocumento alla sua immagine professionale. Quale infettivologo potrebbe, infatti, prevedere con certezza tutte le variabili che concorrono alla fine di una pandemia? È proprio sui tempi della fine del contagio che il direttore della Clinica di Malattie infettive basa la propria smentita.

Indipendentemente da tutto questo, sui social il titolo di ieri rimbalza, ritagliato e ripubblicato come immagine e verità assoluta, continuando a moltiplicarsi e contribuendo a una narrazione che anche sui social assume stampo politico praticamente inarrestabile a causa delle condivisioni.


Intanto l’Università, in merito alla richiesta di alcuni studenti recuperare gli esami non effettuati, fa sapere che sono state fissate proprio ieri le date per il recupero delle prove di marzo posticipate a data da destinarsi con comunicazione del professor Bassetti dell’11 marzo. Saranno il 13 e 20 maggio.

Sotto, testuale, il comunicato giunto dall’ufficio stampa dell’Università che, in sostanza, conferma che gli esami sono slittati, spiega tutto l’iter e annuncia le nuove date.

<In seguito ad alcune illazioni comparse sulla stampa locale, attribuite a studenti dell’Università di Genova che criticavano l’operato dei docenti del Corso integrato di Malattie infettive e Microbiologia clinica e le modalità di espletamento degli esami, si ritiene doveroso comunicare quanto segue:
·      tutti gli esami della sessione ordinaria invernale 2020 sono stati regolarmente svolti nonostante l’inizio dell’emergenza Covid-19
·      in data 19/02/2020, su richiesta dei coordinatori e degli studenti, veniva fissato per il 13/03/2020 l’esame dedicato agli studenti fuori corso ed Erasmus+
·      in data 05/03/2020 il prof. Matteo Bassetti riceveva comunicazione della rappresentante degli iscritti che richiedeva lo spostamento del medesimo appello al 23/03/2020 asserendo l’impossibilità di sostenere l’esame per via telematica (unica possibilità al momento prevista per regolamento d’Ateneo)
·      in data 11/03/2020 il prof. Bassetti comunicava che il suddetto esame era posticipato a data da destinarsi in quanto il personale universitario in convenzione con il SSN era impegnato nella gestione dell’emergenza Covid-19
·      in data 07/04/2020 la medesima rappresentante ribadiva che l’unica modalità di espletamento dell’esame rimaneva Skype e per tale motivo chiedeva la possibilità di recuperare l’esame a inizio maggio al fine di avere così il tempo necessario a svolgere l’esame in modalità telematica
·      in data 15/04/2020 il RUD – Responsabile unità didattica del Dipartimento di Scienze della salute comunicava la richiesta pervenuta da parte di 4 studenti di recuperare l’esame per potersi laureare
·      il 16/04/2020 veniva fissato per il 05/05/2020 l’espletamento di tale esame
·      il 04/05/2020 sono state fissate le date per il recupero dell’esame nel mese di maggio (13 e 20) nella modalità consentita dal Regolamento di Ateneo>.

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