Liguria: +186 infetti in 24 ore. A Genova il record italiano di positivi giornalieri ogni mille abitanti

Covid, la Regione comunica, come al solito, la differenza tra nuovi infetti e morti e guariti, il cui risultato è +98 (ieri era -4), già di per sé pesante. Il ministero comunica il numero assoluto e per oggi parla di ben 186 nuovi infetti. Intanto strade, bus, colline sono stati presi d’assalto

La Liguria ha un delta giornaliero della variazione sul giorno precedente del 2,29%, Genova del 3,12%. la Lombardia dello 0,92, l’Emilia Romagna dello 0,80, il Piemonte del 1,86, il Veneto dello 0,70.

Fonte: protezione civile ministero della Salute, elaborazione Covidguard

È un caso che Genova e la Liguria si ritrovino oggi con i risultati peggiori in termini di aumento dei contagi? Certamente la conta dei morti può essere stata influenzata dall’indice di vecchiaia della popolazione, ma non quella dei contagi. Tra l’altro, i numeri, alla luce del fatto che la Liguria è il fanalino di coda dei tamponi tra le regioni più colpite per numero di test, è certamente sottostimato.

Cosa non funziona? Perché i liguri si lamentano delle sanzioni cercando costantemente un modo per eludere decreti e ordinanze invece che assoggettarvisi per fermare il contagio? Perché già oggi, prima della fase 2 che scatterà lunedì i bus sono pieni (nonostante sia sabato) e le strade prese d’assalto? Che ruolo ha e ha avuto sulla renitenza dei liguri a rispettare le regole delle quarantena la continua narrazione istituzionale regionale che è partita, due mesi fa, con la dichiarazione del professor Matteo Bassetti, responsabile della Clinica di Malattie Infettive del San Martino ed è continuata con un continuo stemperare ed eufemistizzare le notizie riguardanti i problemi della sanità sul territorio (dall’ecatombe nelle case di riposo alle percentuali di positività degli operatori sanitari, dai dati relativi ai nuovi positivi quotidiani alla partenza con un mese e mezzo – due in certi posti come il centro di Genova – di ritardo dell’assistenza domiciliare) per finire ieri con la dichiarazione del presidente della Regione Giovanni Toti che ha detto di voler anticipare le aperture e persino la libera circolazione, cosa che ha determinato la reazione di decine di sindaci, anche di centrodestra, compresi quella di Savona Ilaria Caprioglio e quello di Imperia Claudio Scajola.

Sopra, una limitata rassegna delle molte dichiarazioni rilasciate a tutti i media dal professor Bassetti nel corso degli ultimi due mesi

In questo video de “La 7” di due mesi fa, Bassetti parla di una percentuale di mortalità del 3% al momento. Ad oggi, in Liguria, è del 14,37% [1.195 morti su 8.316 casi accertati: è morto un malato di Covid ogni 7]


I dati liguri autorizzano davvero a pensare a una “fase 2” già da lunedì (cosa che avverrà per decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) o non sarebbe più opportuna una restrizione sul nostro territorio, proprio alla luce della realtà? Non sarebbe meglio parlare ai Liguri spiegando che certi loro atteggiamento rischiano di portarci a un prolungamento del lockdown e, in caso di maggior forza dell’epidemia, a una nuova situazione critica degli ospedali? Siamo sicuri che sia opportuno superare le misure nazionali aprendo ulteriormente. Se le cose in Liguria dovessero precipitare, chi se ne prenderà la responsabilità?

Fonte: protezione civile ministero della Salute, elaborazione Covidguard

La verità è che la nostra economia, quanto e più di quella nazionale, è in ginocchio. Non aprire ora significherebbe il default, la perdita di un altro mare di posti di lavoro, la chiusura di centinaia di aziende. Non sarebbe stato meglio comunicare la reale gravità della situazione, spiegare con esattezza che la continua rincorsa a (malintese, a fronte dei tanti morti e contagiati) libertà ci avrebbe portato al punto in cui siamo? Chi è stato additato come “gufo” o “cassandra”, purtroppo aveva ragione: lo dicono chiaramente i numeri di oggi. Ora siamo davanti a una tragica scelta: aprire sapendo che ci costerà molte vite umane o non aprire sapendo che troppa gente sarà gettata nella disperazione. Non sarebbe stato meglio evitare prima la “sagra dell’ottimismo” e convincere invece i liguri e genovesi a prendere più sul serio la quarantena. Non sarebbe bene ora, meglio tardi che mai, calarci nel realismo dei dati e spiegare chiaro e tondo che lentamente (e senza imporre accelerazioni rispetto alle tappe nazionali) bisogna riaprire, ma non è proprio il caso di sdoganare le scampagnate e ogni tipo di contatto sociale non assolutamente necessario? Come lo spieghiamo alla gente che oggi si è assiepata nelle strade, sui bus, sulle terrazze condominiali che così andiamo a passo di corsa verso il baratro?

Assembramenti: a sinistra la Madonna del Monte (dove è intervenuta la polizia locale), a destra Pre’. Ma segnalazioni di analoghe situazioni ci sono arrivate da tutti i quartieri della città, da Sestri Ponente a Nervi


La rimonta del virus in Liguria

Scorrete tutta l’immagine animata sottostante. Giorno per giorno, la Liguria, in particolare la città metropolitana e la provincia di Imperia, hanno rimontato gran parte della Lombardia e del Piemonte. E tutto quello che è stato presentato come “va tutto bene” e “siamo in miglioramento”, in realtà, non trova riscontro nei dati, se non in quelli delle ospedalizzazioni. Ma non ospedalizzato non vuole dire sano.

Dati Protezione civile – ministero della Salute. Animazione Covidguard
Fonte: ministero della Salute

Comorbidità, la “parola magica” che molti interpretano come “sarebbe morto lo stesso”. Non è così

Va detto che il ritornello dei bollettini di morte che segnalano comorbidità (cioé Covid associato ad altre malattie) significano che le condizioni più o meno gravi a causa di patologie pre esistenti arrivano a letalità per causa del Corononavirus, non che il paziente sarebbe morto lo stesso senza Covid. In sostanza, le persone morte non erano sane, ma la gran parte di loro avrebbe vissuto più a lungo (poco o tanto) se non fosse stata contagiate. Le malattie chiamate in causa sono parecchie e gli anziani ci convivono a volte anche per decenni. È la somma delle patologie a portare alla morte. Non è quindi corretto dire che chi è morto per la somma di diverse patologie più il Covid non sia morto (anche) di Covid.

I morti tra le 14 di ieri e le 14 di oggi negli ospedali

San Martino

una paziente nata a Genova e residente a Pieve Ligure di 73 anni, presso il Padiglione 10.

Galliera

Uomo, 85 anni, di Genova, decesso avvenuto alle ore 02.25 del 2 maggio,
ricoverato presso S.C. Malattie Infettive, con comorbidità.

Villa Scassi

Uomo di 83 anni, con comorbidità, deceduto il 1/5/2020 nel reparto di Medicina
Uomo di 86 anni, con comorbidità, deceduto il 1/5/2020 nel reparto di Pneumologia
Donna di 82 anni, con comorbidità, deceduta il 2/5/2020 nel reparto di Medicina

Asl 1 Imperia

Un uomo di 81 anni, della provincia di Imperia, deceduto il 29 aprile all’Ospedale di Sanremo, con patologie pregresse associate;
Un uomo di 94 anni, della provincia di Imperia, deceduto il 29 aprile all’Ospedale di Sanremo, con patologie pregresse associate;
Un uomo di 78 anni, della provincia di Imperia, deceduto il 29 aprile all’Ospedale di Sanremo con patologie pregresse associate.Area degli allegati

Asl 2 Savona

Presidio di Levante

Una donna di 96 anni della Provincia di Savona

Asl 5 La Spezia

Per il terzo giorno consecutivo non si sono registrati decessi.

Ecco una tabella del ministero del 29 aprile scorso

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