Il cinismo dei numeri della Regione: i 103 nuovi contagi di oggi diventano 19 nei comunicati

L’agghiacciante gioco di prestigio con le cifre: se ai 103 nuovi contagi reali si sottraggono i 21 morti di giornata e i 63 guariti con 2 test consecutivi negativi il risultato dà 19. Cioè: Alisa, l’agenzia regionale della sanità, tratta i numeri di ammalati e morti come facesse l’inventario del registro di carico e scarico di un magazzino di merce: 106 “ingressi”, 63 usciti sulle proprie gambe e altri 21 in una bara. Risultato: 19. Non fa una grinza, peccato si parli di malati gravi alcuni dei quali potrebbero anche morire

Ci abbiamo messo un po’ a capire (in parte) il meccanismo, smettendo da qualche giorno di pubblicare tout court i comunicati dei numeri liguri dell’epidemia forniti dall’ente perché c’erano troppe discrepanze con quelli forniti invece dal ministero della Salute. S’intenda: nulla di falso, ma giochi di parole e scomposizioni di cifre che fanno guardare con gli occhiali rosa all’andamento dell’epidemia e ai risultati locali del contenimento. Ecco come funziona l’eugenetica del sentiment dell’opinione pubblica. Un “pensiero positivo” che sostiene lo stato d’animo degli imprenditori, ma rischia di far percepire ai cittadini la falsa realtà che il pericolo stia per essere superato e che si possa abbassare la guardia

<I numeri di oggi confermano un trend che vediamo da alcuni giorni. La situazione si sta alleggerendo> Comincia così il comunicato di Giovanni Toti di questa sera, dopo la diretta streaming. Poco prima era arrivato il solito sunto quotidiano dei dati di Alisa, l’agenzia regionale per la Sanità.

Ammontano a 4539 le persone positive al Covid-19 in Liguria, 19 più di ieri e sono 828 i deceduti dall’inizio dell’emergenza (+21). I test effettuati sono 26.945 (1152 più di ieri). Sono al domicilio 2375 persone (8 meno di ieri), clinicamente guariti (ma restano positivi e sono al domicilio) 1104 persone (46 più di ieri).
I guariti con 2 test consecutivi negativi sono 670 (63 più di ieri). 
Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e Ministero, dei positivi totali, 1060 sono gli ospedalizzati (19 meno di ieri), di cui 103 in terapia intensiva (17 meno di ieri).


Poi apri il sito del ministero e leggi numeri completamente diversi. Scopri che i casi totali in Liguria sono 6.039, 103 più di ieri (e non 19). Cioè, che in un giorno si sono ammalate e sono note al servizio sanitario (le due cose, sic, non necessariamente vanno insieme) più di 100 persone e non meno di 20.
828 i deceduti secondo il ministero, “solo” 4 in più rispetto a quanto dichiarato dalla Regione se stessimo parlando di bruscolini, invece sono vite umane.
Se agli attualmente positivi della tabella ministeriale aggiungi i morti e quelli che sempre sulla tabella ministeriale vengono denominati “dimessi/guariti” (1.774) si ottiene più o meno il dato dei casi totali ministeriali (6.039) e tutto, lì, torna.
Non torna, invece, quel 4.839 del comunicato della Regione non corrisponde nemmeno agli attualmente positivi che, secondo il ministero, sono solo 3.437. Insomma: è un numero che galleggia, non si capisce cosa significhi non si capisce dove stiano le 1.200 persone nette che mancano per arrivare a 6.039.

I dati forniti dal ministero della Sanità

Al netto della fraudolenza lessicale della parola “ammontano” riproposta ogni giorno all’inizio del comunicato regionale dei numeri in relazione a centinaia e centinaia di persone ammalate che soffrono e sono morte, nel bilancio quotidiano di piazza De Ferrari ogni giorno cambiano solo i numeri. Non si dice che <i nuovi casi sono 19>, ma che <le persone positive al Covid-19 in Liguria sono 19 più di ieri>. Come abbiamo visto, ci sono 103 nuovo malati, ma “solo” 19 in più nel conto delle persone attualmente positive perché 63 sono guariti e 21 sono morti.

46 dimessi e guariti (che, come vedremo, sono tutt’altro che guariti e sono invece positivi inviati al domicilio a continuare le cure e aspettare il tampone). Anche in Lombardia accade una cosa analoga. La segnala il dottor Paolo Spada dell’Humanitas nella sua preziosissima pagina Facebook dove raggruppa e organizza dati.

Insomma, uno sforzo immane per pre-digerire i dati per presentarli non falsi, ma “interpretati”. E che nei fatti spostano l’idea che i cittadini si fanno dello stato dell’arte della pandemia.

Oltre 30 ore fa (al momento in cui scriviamo, alle 2 del 17 aprile) abbiamo chiesto di conoscere
1) quanti dipendenti ha la sanità genovese
2) quanti lavoratori del settore sono stati oggetto di tampone
3) quanti di questi lavoratori sono risultati positivi

Lo abbiamo chiesto dopo che erano state illustrate in una conferenza stampa le percentuali di medici, infermieri e os contagiati.
Abbiamo chiesto i numeri assoluti perché al San Martino avevano detto che l’incidenza era dell’1,5%, ma la percentuale si riferiva ai dipendenti totali, non ai tamponati e la percentuale reale dei positivi tra i tamponati era superiore al 13%.
Vista l’abitudine della sanità regionale di fare giocoleria coi numeri, non vogliamo percentuali ma cifre. I calcoli ce li facciamo da soli.

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