La Regione chiede di aprire le pasticcerie per Pasqua, ma il Governo dice no

La richiesta era arrivata dalle categorie ed era stata rilanciata a Roma dall’assessore Andrea Benveduti. Si possono comunque ordinare, per il recapito a casa, uova e colombe, insieme ad altri dolci perché i laboratori restano aperti

Nelle scorse settimane Regione Liguria ha richiesto al Governo, attraverso una lettera a firma dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, la revoca della sospensione delle attività delle pasticcerie. <Il presidente Conte non ha ascoltato la nostra richiesta. Quest’anno nelle tavole dei liguri non ci sarà né un uovo, né una colomba prodotta dai nostri artigiani. Una decisione che produrrà, stando ai dati Istat, un danno economico da oltre 18 milioni di euro per le 862 pasticcerie liguri> commenta Benveduti.

La chiusura è dovuta al D.P.C.M. 11 marzo 2020, che dispone la sospensione delle attività di servizi di ristorazione, tra cui le pasticcerie, pur non escludendo il commercio al dettaglio di prodotti alimentari (codice ATECO 47.2).
Evidentemente, la paura del governo è stata quella che si formassero assembramenti per gli acquisti nei pochi giorni prima di Pasqua.

<Crediamo che questa sia una disparità evidente e ingiustificata – continua Benveduti -, dal momento che è consentito ai panifici che hanno continuato regolarmente la propria attività, di comprendere anche la vendita di prodotti dolciari pasquali. Il Governo avrebbe dovuto salvaguardare una categoria che, specie durante le festività, vede rialzare il proprio fatturato, oggi pesantemente compromesso dall’emergenza sanitaria. Sarebbe stato un messaggio di speranza per le migliaia di micro e piccole imprese, che rischiano oggi di non risollevarsi più>.

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