Il sindacato di polizia Fsp: “Fateci il tampone, non vogliamo diventare untori inconsapevoli”

Emergenza, Coronavirus, il segretario regionale Roberto Curcio chiede di sottoporre <a esami specifici quali test sierologici e tamponi per gli appartenenti della Polizia di Stato che prestano servizi operativi in questo periodo di grave emergenza>. Oggi gli agenti vengono rimessi in servizio semplicemente se dichiarano che stanno bene

La lettera del sindacato, firmata dal segretario generale regionale FSP (già UGL) Polizia Stato Roberto Curcio, è indirizzata al presidente della regione Giovanni Toti e agli assessori alla Sanità Sonia Viale e alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone. Chiede per gli operatori in forza agli uffici ubicati nel territorio regionale <la possibilità di essere sottoposti a specifici esami sanitari che possano effettivamente accertare l’eventuale positività al Covid- 19>.

In particolare, la richiesta vale soprattutto per <quegli agenti che sono impegnati in servizi operativi di controllo del territorio – dicono al sindacato – che in questo momento storico sono soprattutto finalizzati a contenere la diffusione del Coronavirus>.

<Come già comunicato in precedenza vi sono numerosi appartenenti alla Polizia di Stato che hanno contratto questa grave patologia a seguito dell’espletamento dei mirati servizi in argomento, l’anomalia che vogliamo segnalare è che purtroppo coloro che sono stati in contatto con persone che sono risultate positive al Covid- 19, se non presentano sintomi gravi, vengono messi in quarantena presso le caserme o nelle proprie abitazioni, ma al termine del periodo previsto ovvero dei quattordici giorni, non vengono sottoposti ad esami attendibili quale ad esempio può essere il tampone – spiega Curcio – . L’iter del nostro Ufficio Sanitario attualmente, prevede soltanto un’intervista medica e se il soggetto interessato al termine della quarantena, dichiara di non avere nessuna sintomatologia riconducibile al Covid-19, viene considerate idoneo per riprendere il normale servizio e di conseguenza torna ad avere contatti con il resto della cittadinanza. Secondo noi questa è una gravissima negligenza, perché come oramai è risaputo il fatto di essere stati a stretto contatto con persone infettate, può diffondere ulteriormente il virus, considerato che si potrebbe essere persone positive, ma asintomatiche a questo maledetto virus. A tal proposito ci permettiamo di avanzare la presente istanza in maniera forte e decisa, sempre nell’interesse della collettività, perché la cosa che ci preme di più e che nessuno di noi vorrebbe diventare un untore inconsapevole>.

Il sindacato, nei giorni scorsi, in mancanza di dispositivi di protezione personale, ha provveduto ad acquistarne una certa quantità da distribuire agli iscritti.

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