Linea Condivisa: “Rincari fino al 300% sulle mascherine FFP2”

Redditi azzerati o molto ridotti e impossibilità per chi abita in piccoli comuni di fare la spesa nella grande distribuzione, risparmiando soprattutto su alimentazione per neonati e pannolini. Poi la questione-mascherine, passate da pochi centesimi a 3 euro

<In questi ultimi giorni, sia da singoli cittadini, sia da associazioni, si alza l’allarme circa l’innalzamento dei prezzi dei generi alimentari e non solo – – dice Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale -. Ci siamo subito attivati e abbiamo già sollevato la questione, anche tramite lettera ufficiale dello scorso 3 aprile indirizzata ai Sindaci dei capoluoghi liguri, senza però ricevere alcun riscontro: nella nostra comunicazione chiedevamo a chi di dovere di vigilare, nei limiti delle competenze assegnate, sull’andamento dei prezzi>.

<In effetti le difficoltà sono molte, per larga parte della popolazione: si pensi a chi si è visto dimezzare il reddito, o perderlo del tutto a causa del COVID-19, o chi ancora, pur mantenendo il proprio stipendio, è obbligato a rimanere sul territorio di un piccolo comune, dove spesso manca un supermercato, con la conseguenza di un incremento notevole del costo per la spesa alimentare – prosegue il consigliere -. Se una giovane famiglia con un figlio spendeva all’incirca 60 euro per pannolini o omogeneizzati, ora ne spende facilmente 90, ossia 30 euro di rincari nel giro di poche settimane e non solo: da ciò che abbiamo potuto capire, gli innalzamenti dei prezzi sembrano posti in essere non solo da alcuni commercianti al dettaglio, ma anche da parte dei grossisti>.

Il Capogruppo di Linea Condivisa solleva anche la questione dei rincari per i dispositivi di protezione individuale: <Dalle segnalazioni sul territorio abbiamo scoperto che, ad esempio, chi vende una mascherina di tipo FFP2 lo fa con un rincaro del 300% – dice -. Ciò significa, per chiarire la situazione, che se prima della pandemia un qualunque cittadino avesse avuto bisogno di una mascherina chirurgica la pagava in media 0.40 centesimi, adesso sfiora i 3 euro>.

<Se fossero accertati questi rincari – conclude Pastorino -, sarebbe una cosa davvero grave, perché, se tale situazione si poteva definire sbagliata in un periodo normale, diventa una cosa assolutamente inaccettabile, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Devono cessare immediatamente le eventuali azioni speculative>.

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