Scarseggiano le mascherine, i sindacati Amiu: “Senza mascherine smettiamo di lavorare”
La carenza dei presidi potrebbe fermare anche l’attività di polizia locale. Nessun lavoratore può essere costretto a operare senza ogni garanzia per la propria salute. Fp Cgil, Fit Cil, Uiltrasporti e Fiadel: <C’è il rischio che all’emergenza epidemica si sommi quello per l’igiene pubblica>
Le segreterie territoriali Effepi Cgil fit Cisl e Uil trasporti e Fiadel hanno inviato una ufficiale comunicazione di carenza degli idonei dispositivi di produzione individuale per i dipendenti di Amt. La lettera è stata spedita al commissario straordinario all’emergenza COVID-19 Domenico Arcuri, al prefetto di Genova Carmen Perrotta e, per conoscenza, al presidente della Regione Giovanni Toti, al sindaco del Comune di Genova Marco Bucci, al presidente di Amiu Pietro Pongiglione. Dopo aver ricordato le normative vecchie e nuove in merito alla prevenzione del contagio, i sindacati hanno informato Prefetto e Commissario <che l’azienda pubblica di igene ambientale, che svolge servizi essenziali sul territorio del Comune di Genova, versa in grave carenza di dispositivi di protezione individuale necessari a garantire ai lavoratori di operare in condizioni che rispettino gli standard di sicurezza previsti, il tutto con la conseguente possibile messa a rischio della salute dei lavoratori stessi>.
<Qualora gli approvvigionamenti che l’azienda sostiene siano in arrivo non dovessero realizzarsi siamo preventivamente a diffidare qualsivoglia eventuale interpretazione restrittiva ed unilaterale che dovesse intervenire da parte delle istituzioni – prosegue la lettera -. Informiamo anticipatamente che alla luce di tutto questo non saremmo in grado non saremo in grado di garantire lo svolgimento della regolare servizio con il rischio che oltre all’emergenza pandemica è tosta sommasse anche un’emergenza igienico sanitaria. Vi chiediamo pertanto di procedere immediatamente alla fine di produrre le indispensabili condizioni di tutela dei lavoratori>.
I dispositivi starebbero per terminare anche per la polizia locale. Nessun agente, come nessun altro lavoratore, può essere costretto a lavorare senza.
In merito alla carenza di DPI, il presidente Toti ha affermato ieri: <È un’emergenza che non va sottaciuta. Abbiamo implorato il governo di mandarci i dispositivi di protezione individuale di cui il sistema ha bisogno, in primis per tutto il personale in prima linea negli ospedali e per le pubbliche assistenze. Ad ora abbiamo poche mascherine e le stiamo distribuendo a chi ne ha un bisogno essenziale. Speriamo che nei prossimi giorni arrivino quelle che abbiamo ordinato, ma è un problema che interessa l’Italia e non solo perché tutti i Paesi sono alla ricerca sul mercato di questi dispositivi>. Il presidente Toti è intervenuto anche sulle misure adottate dal governo: <Ben venga l’accordo raggiunto per la sicurezza sui luoghi di lavoro – ha commentato – perché un pezzo dell’Italia deve continuare a lavorare. Ma quando sento dire che i Dispositivi di protezione individuale andranno distribuiti a tutti i lavoratori, mi viene da sorridere perché la realtà è che ci sono difficoltà in Liguria e in tutto il paese per farli avere a medici e infermieri negli ospedali. Per quanto ci riguarda – ha aggiunto – abbiamo lavorato tutta la notte e continuiamo a lavorare per trovare questi dispositivi ovunque sia possibile acquistarli. Ma in questo momento non abbiamo bisogno di essere velleitari. Ciò di cui abbiamo davvero bisogno sono, invece, camici, mascherine, assunzioni straordinarie, autorizzazioni e procedure semplificate per adeguare i nostri ospedali all’emergenza, cassa integrazione per i lavoratori che sono rimasti a casa e sospensione dei pagamenti di tasse e imposte per le imprese che non devono fallire. Queste cose devono essere applicate e applicabili nelle prossime ore: questa è la necessità delle Regioni e degli enti locali per sopravvivere>.


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