Cronaca 

Coronavirus a Mele, la famiglia rende noto il nome per senso di responsabilità

Normalmente il nome dei contagiati è coperto dalla privacy, ma la famiglia di Francesco, ottantenne, si è resa conto che dichiarando l’identità del congiunto malato tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui potranno, eventualmente, farsi curare con tempestività e, soprattutto, mettersi subito in quarantena volontaria per evitare di diffondere il virus. Così hanno comunicato al Comune perché fosse diffuso il nome

Un grande senso della comunità che va certamente lodato. Nei giorni scorsi, uno dei defunti della riviera di ponente era un barbiere. Ha continuato a lavorare mentre era infetto? Per legge, i defunti perdono la privacy. Comprensibile che si voglia difendere non loro (ormai), ma la famiglia. Quando bene collettivo dovrebbe superare quello personale? La famiglia di Francesco ha fatto la sua scelta ed è una scelta di sensibilità, altruismo, senso civico e grande responsabilità.

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