Bassetti: “Pronti a estubare paziente di 90 anni”
Alcuni pazienti in terapia intensiva sono in miglioramento. Presto, ha detto il responsabile della clinica di Malattie infettive Matteo Bassetti, i medici tenteranno di estubare una signora di 90 anni che si trova in Rianimazione al San Martino
Oggi è stata dimessa la paziente 0, una donna di 76 anni della provincia di Asti. È stata trasportata in casa sua, ad Asti, ed è ancora in isolamento domiciliare perché il tampone è ancora positivo. Tuttavia non richiede più l’ossigeno. Tra domani e venerdì saranno dimesse, salvo incidenti di percorso, altri 4 pazienti e con questi saranno 13.

<È un’infezione difficile, complicata, ma da cui si guarisce – dice il professor Bassetti -. La sperimentazione del farmaco Remdesivir sta andando avanti e abbiamo esteso la somministrazione ad altri pazienti (alcuni giorni fa Bassetti aveva spiegato che era stato ordinato per un paziente poi deceduto prima che il farmaco arrivasse dagli Stati Uniti n. d. r.), che in totale sono 3. L’aziende produttrice ha ristretto l’uso ai soli pazienti intubati. Stiamo usando anche altri farmaci sperimentali>.
Il Remdesivir, ha spiegato ancora una volta Bassetti, è un farmaco americano in fase sperimentale che ha avuto buoni effetti sull’Ebola e che funzionerebbe, in vitro, anche sul virus che in questi giorni sta destando tante preoccupazioni nel mondo. Per utilizzarlo bisogna attivare una lunga procedura, fare l’ordine, attendere il via libera dell’azienda produttrice, proporre l’utilizzo della terapia al comitato etico dell’ospedale, far firmare il consenso al paziente o, se non è in grado, ai parenti.
<È già stato somministrato a più pazienti anche il Tocilizumab>, ha spiegato il professore, il farmaco studiato per l’artite usato sia in Cina sia a Napoli contro il Coronavirus e che inibisce i livelli elevati di Interleuchina 6 (IL-6) alla base di alcune malattie infiammatorie. In Cina gli esperti lo stanno usando contro la sindrome da rilascio di citochine associata all’infezione da coronavirus.
Rispetto alla prima ondata di contagio, quella dei cluster degli alberghi del ponente ligure (dove i turisti ospitati erano comitive di anziani) l’età media dei pazienti ricoverata è scesa. Ma erano quei primi casi, tutti tra i 75 e i 90 anni, ad essere l’evidenza di una situazione particolare. Le persone positive hanno in Liguria hanno, oggi, media, 64 anni mentre quelle in terapia intensiva 69. <Oggi c’è anche qualche persona giovane tra i ricoverati, ma c’è ancora una grande preponderanza di persone avanti con gli anni. C’è da dire che i giovani rispondono molto bene alla ventilazione perché il polmone è umido e non secco come in altre forme virali o gravemente batteriche. Quando riempi di aria, si espande. Solitamente è sufficiente qualche giorno di ventilazione. Tanto che il primo paziente, è stato ricoverato nella rianimazione dell’ospedale di Pavia in condizioni gravissime, oggi è in un altro reparto e potrà presto andare a casa>


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.