Morto da mesi in un container, corpo trovato al Psa di Pra’
L’uomo non è sicuramente deceduto a Genova, dove il contenitore è arrivato solo da pochi giorni. Secondo una prima valutazione del medico legale, che sarà eventualmente confermata dall’autopsia, era deceduto da mesi quando il container è sbarcato nel nostro porto
A chiamare la polizia di frontiera è stato un camionista che avrebbe dovuto movimentare il container, ma ha sentito che proprio da lì usciva un forte odore nauseabondo. Ha aperto il container è ha visto qualcosa di molto strano. Ha quindi chiamato la Polizia di Frontiera, agli ordini del dirigente Lorenzo Manso. Quando la polizia è arrivata ha trovato in fondo al contenitore il corpo in avanzatissimo stato di decomposizione. Tanto che, appunto, il medico legale presume che la morte risalga a parecchio tempo fa. <Il container è arrivato a Genova qualche giorno fa dalla Spagna – spiega il dirigente Manso -. È partito dal Nord Africa ad agosto. Si può ipotizzare che l’uomo sia morto nella traversata, oppure una volta che il container è stato sbarcato>. In stoccaggio nel porto spagnolo il computer c’è rimasto mesi. Possibile che nessuno abbia sentito l’odore? <Forse è stato sistemato in alto, sopra una pila di altri container – continua il dirigente -. Possiamo anche ipotizzare che fosse una persona che ha tentava di entrare in Europa, ma, appunto, sono solo ipotesi. Dal corpo possiamo capire poco, al momento. Solo che è quello di un uomo. Nello stato in cui è stato ritrovato non si può capire né l’età, né l’area di provenienza: potrebbe essere nordafricano come europeo>. Probabilmente l’autopsia permetterà di capire qualcosa di più, ad esempio le cause della morte. Per ora è solo verosimile l’ipotesi che si trattasse di un migrante entrato nel container di sua spontanea volontà, magari anche pagando chi ce lo ha fatto entrare, per tentare di raggiungere il suo sogno: l’Europa. Dove probabilmente è arrivato già morto, forse per la permanenza al caldo di agosto nelle lamiere del contenitore sulla tolda della nave. O magari è morto di sete e di stenti perché la scatola metallica in cui ha viaggiato, invece di essere aperta dopo pochi giorni per scaricare la merce, è rimasta impilata in qualche piazzale degli scali di Valencia o di Algeciras, dove arriva moltissima merce spedita dal Nord Africa. A scoprire la verità e l’identità di quell’uomo morto da mesi nel container dovrà essere proprio la Polizia di frontiera.


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