Pellicce di leopardo e ocelot e borse di pitone e coccodrillo, denunciato titolare di negozio dei carruggi

I carabinieri forestali hanno trovato diversi capi confezionati con pelli o pellicce di animali a rischio di estinzione e tutelati dalle convenzioni internazionali

Settimana scorsa, nel corso di un controllo effettuato presso una pellicceria ubicata nel centro storico di Genova, il Nucleo Carabinieri CITES di Genova ha accertato la messa in vendita di numerosi capi d’abbigliamento realizzati con pelli appartenenti a diverse specie tutelate dalla Convenzione di Washington sulle specie minacciate d’estinzione (CITES), senza adeguata documentazione.

In particolare venivano rinvenute ben 6 pellicce di felini selvatici tra cui 4 pellicce di ocelot (Leopardus pardalis), e una di leopardo (Panthera pardus), una pelle intera di circa 4 metri, cinque borsette e nove cinture tutte realizzate con pelle di pitone (Python spp.) e tre cinture in pelle di coccodrillo (Crocodylia spp.). Le specie di felini selvatici rinvenute sono considerate a massimo rischio di estinzione e quindi inserite nell’Allegato A del Regolamento UE n. 338 del 1997 di applicazione della convenzione di Washington (CITES) e, salvo precise eccezioni, ne è conseguentemente vietata la vendita, mentre le specie di rettili (pitoni e coccodrilli), risultano elencate in Allegato B e sono commercializzabili solo se gli oggetti sono scortati da documentazione commerciale che ne comprovi la legale provenienza.

Tutti i capi, del valore complessivo minimo di circa 7.000 euro, sono stati posti sotto sequestro preventivo finalizzato alla confisca e il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito alla procura della Repubblica di Genova per commercio di specimen CITES senza documentazione.

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