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Bilancio: Caporetto nei Municipi. Consigliere Fdi vota contro nel Levante

Tommaso Pinazzi: <Abbiamo parlato in campagna elettorale di decentramento, sparando stanziamenti di “X” milioni per i Municipi, e invece ci viene tolto tutto>. Sono parecchi a pensarla così, anche tra i consiglieri municipali del centrodestra. Lo dicono a taccuini chiusi, preoccupati da una parte delle ire del Sindaco, dall’altra di dover poi rispondere ai loro elettori. Intanto bocciature sono arrivate da 5 Municipi su 9. La seduta nel Medio Levante è stata sciolta per mancanza del numero legale mentre nel Centro Ovest il centro destra ha avuto la stampella di quel pezzo di M5S che non s’è ancora fatto persuaso del mutamento nazionale delle alleanze

Ieri, a maggioranza, é stata bocciata la proposta di bilancio comunale in Municipio Bassa Valbisagno e Media Valbisagno. Il Ponente, il Medio Ponente e la Valpolcevera la avevano già bocciata. E va bene, ci sta: sono governati dai partiti che sono minoranza a Tursi. Nemmeno nei Municipi governati dalla maggioranza del Comune, però, è andata tanto bene per il documento di programmazione dell’Amministrazione comunale.
Venerdì scorso é mancato il numero legale nel municipio Medio Levante, non garantito dalla maggioranza di centro destra, e non c’è stato quindi alcun voto. Nel Centro Ovest a fare da stampella al centrodestra, come spesso accade in questo Municipio dove la governabilità è garantita solo da un amarcord di quartiere del governo gialloverde, è stato il M5S i cui consiglieri, dopo aver presentato una serie di critiche che lasciava presagire un “no”, hanno però alzato la manina al momento della votazione. Una posizione schizofrenica quella del Movimento, che in altri Municipi ha votato diversamente e la dice lunga sull’attuale momento di divisioni nel partito.

Tommaso Pinazzi (Fdi)

Ieri nel Municipio Levante il documento di programmazione è passato con 12 voti a favore e 10 contrari: una maggioranza più risicata del previsto. Di questi voti contrari, uno è di un giovane consigliere di maggioranza, Tommaso Pinazzi di Fratelli d’Italia. <Ho votato contro perché abbiamo parlato in campagna elettorale di decentramento, sparando stanziamenti di “X” milioni per i Municipi, e invece ci viene tolto tutto – spiega a caldo -. Solo accentramento e niente decentramento. Allora chiudiamo i Municipi, che risparmiamo 1 milione e mezzo a Municipio con cui si possono mettere a posto le strade, le scuole e il resto. Perché diventa anche avvilente fare “politica” – con la p minuscola – così, senza risorse e senza voce in capitolo. Ora accentrano anche i patrocini… E dai…>. Insomma: il re è nudo. Pinazzi dice quello che pensano in molti, anche omologhi politicamente alla maggioranza di Tursi, pur senza avere il coraggio di esprimerlo. Parole dette e ridette a taccuini chiusi, che non diventano mai dichiarazione ufficiale, ma che sono il segreto di Pulcinella. Il consigliere del Levante di Fratelli d’Italia ha concluso il suo discorso dicendo che <Si dice “nasci da incendiario e muori da pompiere”. Ma io, a 24 anni, mi prendo ancora il diritto di fare l’incendiario>. Uno che incendiario lo è diventato perché si è messo in lista per fare gli interessi del territorio del Municipio e si è reso conto che con i tagli dell’Amministrazione padre-padrone (delle casse del bilancio) sarà molto difficile soddisfare le aspettative degli elettori della zona. Questo è quello che pensano pressoché tutti, ma mai nessuno della maggioranza ha avuto il coraggio di dirlo. Qualcuno s’è dato assente alla riunione del proprio Municipio, qualcun altro ha alzato la mano stringendo i denti e col mal di stomaco. Nei municipi governati dal centrosinistra sono stati tanti i consiglieri di centrodestra che hanno avuto il sollievo di votare a favore a cuor leggero, che tanto comunque la proposta sarebbe stata cassata. Certo, il parere dei Municipi è solo un parere non vincolante, un pro forma, un passaggio obbligato che consente di salvare la faccia a un decentramento, invece, sempre più boccheggiante. La situazione, però, testimonia comunque lo scollamento profondo tra l’amministrazione centrale e il territorio.

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