Quartieri 

Centro storico, gli spazi municipali cannibalizzati da Tursi

A Fossatello doveva andare il centro civico, che ora non esiste. Ci andrà una palestra di roccia anche se ne esiste una poco distante, alle Erbe. Al Molo, un antico palazzo doveva ospitare Municipio e sede della polizia locale, ma è stato avocato da Tursi per altri progetti. Gli spazi di piazza Posta Vecchia, che erano destinati a dare corpo alla volontà unanime del parlamentino di diventare la casa delle associazioni della città vecchia vengono occupati, invece, a un magazzino di libri sfrattati da Sant’Agostino per i lavori

Centro storico, gli spazi del Municipio sottratti all’utilizzo “di quartiere” e usati dall’Amministrazione comunale per i più svariati motivi. Perdono così spazi (che in centro storico sono davvero esigui e preziosi) il quartiere e la rete di associazioni che nel tempo ha rappresentato uno dei pochi baluardi di vivibilità e socialità della città vecchia. Difficile credere che Tursi non avrebbe potuto trovare spazi altrove per iniziative che esulano dalle esigenze dello specifico territorio, un territorio difficile, che avrebbe bisogno di più attenzione, dove lo spazio è difficile da trovare.
Abbiamo chiesto conto al presidente Andrea Carratù dello stato di avanzamento dei progetti di cui si è a lungo parlato in passato e abbiamo scoperto che di tre non ne andrà in porto uno per la voracità di spazi dell’Amministrazione centrale.

Piazza Fossatello – Lo spazio era l’unico abbastanza grande nel centro storico per diventare centro civico, attualmente assente. Il Comune lo ha invece destinato a diventare palestra di roccia. Una scelta ancora più incomprensibile perché se una struttura sportiva ha la città vecchia è proprio un’altra palestra di roccia che si trova alle Erbe ed è pubblica.

Molo – Palazzo cupole università. Il Municipio ci aveva pensato la sua sede (da tempo provvisoriamente ospitata a Palazzo Tursi) con una sezione del I distretto della polizia locale dedicata al centro storico, che tanto bisogno ha di presidio e interventi per sicurezza e vivibilità. Ci sarebbe stato anche spazio per la sede di alcune associazioni. Diventerà sede dell’ennesimo incubatore di imprese cittadino, stavolta dedicato alla “blue economy”. Il Municipio aveva pensato al trasferimento lì una volta avuta la consapevolezza che per traslocare in San Giorgio alla ex scuola Garaventa sarebbero serviti lunghi lavori di adeguamento e una spesa di un milione e mezzo di euro.

Piazza Posta Vecchia – Trasferito a Castelletto il distretto Ats (ex distretto sociale), la giunta municipale aveva destinato quegli spazi a dare concretezza al progetto votato all’unanimità dal consiglio, quelle di creare una casa delle associazioni del centro storico. Invece Tursi ha deciso di raddoppiare lo spazio già a disposizione all’associazione (a respiro cittadino e non di quartiere) “A Compagna”, che occuperà tutto un piano e di usare l’altro per ospitare la biblioteca di una delle due associazioni ospitate prima al museo di Sant’Agostino, ora chiuso per lavori di adeguamento.

Insomma, pur essendoci così poco spazio nella città vecchia, pur alla luce delle necessità del quartiere, Tursi cannibalizza quel poco che c’è e senza prestare alcuna attenzione alle esigenze manifestate dal territorio.

Allarga le braccia il presidente del parlamentino di zona, Carratù: <Purtroppo abbiamo scoperto anche noi a posteriori che nessuno dei tre progetti si potrà concretizzare, il terzo nonostante la volontà dell’intero consiglio del Municipio>. Meglio va, aggiunge, al Lagaccio: <Per uno degli spazi dentro la ex caserma Gavoglio è stato fatto un bando, vinto dall’Arcigay. Ad altri spazi sono interessate associazioni d’Arma che si renderebbero disponibili anche a risistemarli e a mettere un salone a disposizione della comunità. A fianco alla Croce Rossa ci sono locali che necessitano di interventi più consistenti dove potrebbero trovare una ventina di associazioni>.

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