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Banda minaccia titolari e clienti dei locali. La denuncia: “Chiamiamo il 112, nessuno interviene”

Succede a San Nicola, nel quartiere di Castelletto, dove i locali sono costretti a chiudere prima dell’ora dell’aperitivo per paura di un gruppo di balordi che chiede insistentemente soldi. Non stiamo parlando né di notte fonda né di movida, ma delle 9 di sera in quello che prima era un tranquillo quartiere residenziale. Ora la gente ha paura

Lo sfogo su Facebook è di Alessandra Montini, moglie del titolare del locale “Le Coq Noire” di corso Firenze. Ci sono <brutte persone> dice, che vanno a <molestare i clienti e i dipendenti per ottenere i soldi per farsi>. Siamo a Castelletto, una zona che è tradizionalmente tranquilla e dove adesso questa banda, raccontano gli esercenti e gli abitanti, va in tutti i locali a pretendere soldi all’ora di chiusura. <Non vengono solo da noi. Chiudiamo tutti i bar di San Nicola prima dell’orario previsto per paura di risse> dice Montini: insomma, una serrata dettata dalla paura, il coprifuoco perché i cittadini non riescono a ottenere tutela e sicurezza: lo confermano anche alcuni residenti che frequentano il locale e che si sono trovati lì al momento in cui sono accaduti i fatti.
Per chiarire, non stiamo parliamo di locali che stanno aperti fino a tarda notte, ma solo fino all’ora dell’aperitivo, frequentati da gente della zona. In tanti stanno anticipando la chiusura per le continue molestie e le insistenti richieste di denaro. Per paura.
<Il 29 gennaio alle ore 20:30 circa – prosegue la donna, che ha reso il suo post pubblico perché diventasse un allarme per la gente della zona e una pubblica denuncia – abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Nessuno è intervenuto se non genitori avventori e gestori del locale.
È normale? Lasciamo che i nostri figli e tutti noi debbano avere paura di andare a casa perché se non danno un tot di soldi vengono pestati? Dobbiamo difenderci da soli e poi passare dalla parte del torto ? Più che chiamare polizia o carabinieri non si può. Succedesse qualcosa a mio marito Paolo – chi lo conosce sa che lavora notte e giorno – e a chiunque lavori o frequenti il mio locale io non ci sto>. Anche in questo caso, come in quello della donna aggredita in salita Pollaiuoli e mai soccorsa, come in quello degli schiamazzi in San Matteo, le chiamate al 112 non sortiscono l’effetto sperato: le forze dell’ordine, testimoniano i cittadini, non intervengono. In molti, sul post della donna e sulle condivisioni, confermano sia la situazione sia il mancato intervento. <Non è la prima volta che chiamo e non arriva nessuno> dice la Alessandra. È una brutta sensazione quella di chiedere aiuto alle forze di polizia e non riceverlo, quella di essere senza difese in balia di qualsiasi malintenzionato. Le denunce, dopo quella relativa a Salita Pollaiuoli, stanno arrivando un po’ da tutta la città. La sensazione è che la coperta stia diventando davvero troppo corta, che manchino gli uomini per garantire tranquillità ai cittadini.
Alessandra Montini sembra rassegnata alla mancata tutela da parte delle Divise: <Mi informerò si quanto costa la presenza di un istituto di vigilanza, altrimenti chiuderemo prima>. La chiusura anticipata dei negozi significa anche la fine della vivibilità e della sicurezza in zona: le strade buie, con le saracinesche chiuse, sono terreno fertile per la criminalità. Il passo successivo sarà aver paura a uscire di casa e ad avventurarsi in quelle strade. C’è già chi dice di aver paura per i figli che rientrano a casa nel tardo pomeriggio perché temono che vengano pestati se non hanno soldi da sganciare alla banda.

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