comune 

Il Pd insiste sulla piazzetta da dedicare alla Pivano, ma vale la stessa regola di Ponte Firpo

L’articolo 8 del regolamento della toponomastica, quello gerarchicamente superiore a tutti gli altri, dice a chiare lettere che non si possono cambiare i toponimi vecchi o antichi. Quello di piazza Sarzano è forse il più antico di Genova. Vige la regola aurea della toponomastica, quella che sta sopra a tutte le altre, la stessa per cui il Comune avrebbe perso nel caso di un eventuale ricorso se avesse intitolato Ponte Firpo a Fabrizio Quattrocchi. Le regole valgono sempre e per tutti. Il valore di Fernanda Pivano è innegabile, ma, come per il contractor medaglia d’oro al valor civile, si dovrà trovare un luogo che non ha un nome storico, cosa che nel centro storico è praticamente impossibile

<Il Comune di Genova intitoli una via o una piazza a Fernanda Pivano a dieci anni dalla sua scomparsa, come richiesto dall’Associazione Toponomastica femminile, che ad agosto aveva presentato, insieme all’Associazione Orizzonti e Se non ora quando Genova, domanda affinché venisse concessa un’intitolazione stradale a Fernanda Pivano definendola “figura di rilevanza internazionale, universalmente riconosciuta, che ha dato lustro alla sua città natale e verso la quale la cittadinanza nutre incondizionata ammirazione e rispetto>. È questo il senso della mozione presentata dal Gruppo consiliare del Partito Democratico a Tursi affinché venga al più presto individuato un luogo nel territorio del Municipio I da dedicare alla famosa traduttrice, scrittrice e giornalista, nata nel 1917 proprio nella nostra città.Il luogo indicato nella richiesta dell’Associazione Toponomastica Femminile era lo spazio privo di nome e di numeri civici sito alla fine di via Ravecca, tra Piazza Sarzano e Vico Tre Re Magi. <Purtroppo la Commissione Toponomastica ha respinto la domanda delle tre associazioni, ritenendo il sito non idoneo e richiamando “l’importanza di mantenere integrità e omogeneità al centro storico”>.
Vi spieghiamo perché. La regola è sempre quella, la stessa che, anche senza l’intervento della sorella di Fabrizio Quattrocchi, che ha messo buonsenso laddove l’assessorato s’era irrigidito, la passerella da tutti conosciuta come “Attilio Firpo”, con un ricorso, sarebbe tornata velocemente al “Partigiano Attila”.

L’articolo 8 del regolamento, infatti, recita

La regola principe della toponomastica è, dunque, che non si possono cambiare i toponimi “vecchi o antichi”. Valeva per ponte Firpo, vale per quella parte di piazza Sarzano, nella stessa identica maniera.

Nonistante questo, il Pd insiste: <Ci auguriamo che la nostra mozione venga al più presto discussa e approvata dal Consiglio – dichiara la capogruppo PD, Cristina Lodi– e che la Commissione Toponomastica proponga, in tempi brevi, una via o una piazza da intitolare a Fernanda Pivano nel territorio del Municipio I. Proprio grazie al lavoro dell’Associazione toponomastica femminile abbiamo tristemente rilevato come nella nostra città l’indice di femminilizzazione toponomastica (rapporto tra strade maschili e femminili) si aggiri intorno al 9%. Un dato che consideriamo francamente insufficiente e da incrementare, con l’obiettivo di offrire alle giovani generazioni una pluralità di prospettive e di riferimenti>. 

Sulla mappa quell’area si chiama piazza Sarzano ed è uno dei più antichi toponimi della città. Secondo varie fonti il nome deriverebbe dal latino Arx Jani ovvero Rocca di Giano, perché secondo la leggenda il mitico fondatore di Genova, sbarcato nella sottostante insenatura, oggi interrata, chiamata “seno di Giano”, avrebbe poi fondato proprio su questa altura il primo nucleo della città. Basta una ricerchina facile facile su google per saperlo. È stata l’unica vera piazza della città per secoli, nella sua interezza. Sulle ragioni storiche della scelta della commissione toponomastica c’è poco da discutere. E sarebbe un po’ l’ora di finirla che sinistra e destra tentino di usare la mazza politica sulla toponomastica.

Related posts