Sul geoportale del Comune è dedicata ad oggi al partigiano Firpo il ponte che sarà intitolato a Quattrocchi
Polemiche nel quartiere per quella che molti ritengono una mancanza di rispetto verso la memoria dell’uomo che ha combattuto per liberare l’Italia dal nazifasciamo, trucidato dalle bande nere nel 1945
Il Municipio Bassa Valbisagno non organizza la cerimonia, ma sarà presente (non col Presidente) per rispetto istituzionale alla decisione del Consiglio comunale nonostante abbia espresso un parere contrario
Continuano le polemiche sull’intitolazione di una passerella pedonale sul Bisago al contractor genovese Fabrizio Quattrocchi giustiziato dal gruppo Falangi Verdi di Maometto nel 2004 in Iraq. La cerimonia di intitolazione sarà lunedì 2 dicembre. L’invito non porta le insegne del Municipio Bassa Valbisagno, che ha votato a maggioranza per il “no”. Il suo parere, però, non è vincolante e la Commissione Toponimastica del Comune (composta da tecnici) ha dato seguito alla mozione proposta in consiglio comunale da Alberto Campanella (Fdi), approvata con 23 voti a favore e 14 contrari, quelli della minoranza, e l’astensione di Mario Baroni (capogruppo di “Cambiamo!”). Alla votazione, pur essendo presente, non ha partecipato Ubaldo Santi (ex Fdi e ora Gruppo Misto). Insomma: anche nel centrodestra non tutti si sono allineati.
A Quattrocchi è stata attribuita la Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria, ragion per cui la Commissione Toponomastica ha ritenuto la sua figura meritevole dell’intitolazione.
<Il Comune ci ha chiesto se volevamo organizzare noi la cerimonia – dice il presidente del Municipio Bassa Valbisagno Massimo Ferrante -. Ho detto di no perché l’intitolazione è stata bocciata dal nostro consiglio. Per questo non compare il nostro logo nell’invito. Compare, invece, il fatto che il Municipio sarà rappresentato dall’assessore ai Servizi Sociali Oriana Cipparoli, questo per il rispetto istituzionale dovuto al voto a maggioranza del consiglio comunale che si è espresso a maggioranza per il sì, ma sarà senza fascia perché il nostro Municipio ha detto no>. Sembra una contraddizioni, ma non la è. <Il rispetto istituzionale è dovuto sempre e comunque e il consiglio comunale va rispettato – spiega Ferrante -. Per il rispetto della scelta del consiglio del Municipio (di segno opposto a quello di Tursi) non saremo tra gli organizzatori>.

In zona, intanto, infuriano le polemiche su quella che in molti sostengono essere una sostituzione dell’intitolazione, da Attilio Firpo, partigiano trucidato dalle Brigate Nere nel 1945, al contractor di un’azienda privata di sicurezza ucciso in Iraq da Daesh nel 2004.
Effettivamente, la targa è posta vicino alla passerella pedonale, che tutti in zona chiamano “Ponte Firpo”. <A seguito della serie di proteste ricevute abbiamo chiesto informazioni alla toponomastica – dice Ferrante – dove, però, ci hanno assicurato che la passerella è, ad oggi, senza nome>. La sistemazione lapide, che indica il punto dove Firpo, che ha combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo, è stato ucciso il 14 gennaio del 1945, secondo gli uffici comunali del vice sindaco Stefano Balleari (anche lui di Fratelli d’Italia come il proponente Campanella, entrambi presenti alla cerimonia di lunedì con la sorella del contractor, Graziella Quattrocchi) non avrebbe contestualmente comportato l’intitolazione della passerella che, quindi, sarebbe allo stato attuale senza nome.
Sul geoportale del Comune il ponte è dedicato al partigiano Firpo
Ma su Google Maps, che la passerella risulta invece dedicata proprio ad Attilio Firpo.

Il nostro lettore Giuseppe Grasso ci ha segnalato di aver ha consultato il geoportale del Comune (su cui si basa anche Google Maps) e ci ha mandato lo screen: anche lì la passerella risulta dedicata al partigiano Firpo.

Perché nel geoportale del Comune la passerella si legge essere dedicata a Firpo mentre gli uffici lo hanno negato al presidente del Municipio che chiedeva chiarimenti? È assolutamente necessario soddisfare le indicazioni del consiglio comunale dedicando proprio quella passerella e non un’altra via o piazza a Quattrocchi?
Firpo, trucidato come altri 12 partigiani
La morte di Firpo è legata all’episodio detto del “panino e della mela”, doppiamente tragico sia perché non avvenne per atto di rappresaglia ad un attacco delle forze di Liberazione sia per il modo in cui furono uccisi i partigiani: tredici detenuti furono prelevati dal carcere di Marassi con diversi camion e portati in località prossime alle loro abitazioni.
Gli era stato detto che sarebbero stati liberati e a ciascuno di loro furono messi in tasca un panino ed una mela. Probabilmente tale gesto aveva lo scopo di tenerli tranquilli e rassicurarli durante il tragitto.
Alcuni furono fulminati con colpi alla nuca appena scesi dal camion: nello specifico si trattava dei partigiani Giuseppe Biscuola, Antonio Tronfi, Giovanni Meloni, Efisio Atzeni, Attilio Firpo, tutti abitanti nel popolare quartiere di Marassi, Jursè e Spataro (questi ultimi uccisi al quartiere del Campasso, vicino a Sampierdarena), altri due a Borzoli e quattro in piazza Baracca a Sestri Ponente.
Lo sdegno provocato in città fu tale che i fascisti inventarono una versione dei fatti affidandola ai giornali di regime, nella quale si imputava la strage a regolamenti di conti tra bande di ribelli e ad “esecuzioni bolsceviche”.
Il Partito Comunista – Liguria <condanna con fermezza la decisione di intitolare a Fabrizio Quattrocchi il ponte pedonale sul Bisagno tra via Moresco e corso Galliera, che attualmente porta il nome del partigiano Attilio Firpo>.
<Pur rispettando il dolore dei familiari del contractor genovese giustiziato nel 2004 in Iraq – recita una nota del partito -, non riteniamo esistano i presupposti per dedicare una parte di suolo pubblico a Quattrocchi il quale, ricordiamo, si trovava in Iraq come guardia di sicurezza per conto di una società privata. Questa intitolazione, caldeggiata da Fratelli d’Italia e ratificata dal Consiglio comunale di Genova, di fatto uccide un’altra volta il partigiano Attilio Firpo, nome di battaglia Attila, offendendo la memoria di un uomo che ha combattuto per liberare Genova dal nazifascismo e che per questo è stato ucciso dalle bande nere, nella cosiddetta ‘strage del panino e della mela‘ del ‘45.Nella convinzione che Genova abbia il dovere di rispettare e di onorare la memoria degli uomini e delle donne che, a costo della vita, l’hanno liberata dal nemico e grazie ai quali oggi si chiama Città medaglia d’oro della Resistenza, chiediamo che l’intitolazione di Ponte Firpo a Quattrocchi venga revocata>.




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