Anm, cominciato con l’ingresso di Mattarella il congresso al Carlo Felice
Il presidente Poniz: <Scegliere Genova è stato un doveroso tributo alla città che ha saputo reagire ad eventi drammatici, sempre, con coraggio, forza straordinaria e grande impegno civile>
Confronto, analisi e rilancio dei temi legati alla magistratura: Genova oggi è capitale della giustizia grazie al XXIV Congresso dell’Anm (Associazione italiana Magistrati) dal titolo “In nome del popolo italiano. Le persone, il potere, la legge”

<Scegliere Genova è stato un doveroso tributo ad una città colpita profondamente da una tragedia – il crollo del ponte Morandi, in quel terribile ed indimenticabile 14 agosto 2018 – che ha scosso l’intera comunità nazionale – ha detto il presidente Luca Poniz -. Una città segnata negli ultimi anni – e persino in questi difficilissimi giorni… – anche da altri eventi drammatici ai quali ha saputo reagire, sempre, con coraggio, forza straordinaria e grande impegno civile; un impegno che ha visto unite le istituzioni tutte, e tra esse anche la Magistratura genovese, chiamata al difficile compito di dare una risposta, la più urgente possibile, alle domande di Giustizia che da simili eventi naturalmente conseguono. Ai colleghi genovesi – preziosi anche per la fondamentale collaborazione offertaci per questo nostro evento – un segno di attenzione e vicinanza, per il loro non facile lavoro, dal cui esito la comunità attende risposte fondamentali: l’accertamento e la conseguente sanzione delle eventuali responsabilità, essenziale in quanto irrinunciabile risposta di Verità e Giustizia. Ma la scelta di Genova vuole esprimere anche un tributo alla sua lunga e gloriosa storia, che si è intrecciata profondamente a quella del nostro Paese, cui ha fornito un importante contributo di tradizione e di cultura. Il solo ‘900 annovera una straordinaria generazione di letterati e poeti, le cui opere sono state anche una parte essenziale della nostra formazione giovanile; come non ricordare qui l’ermetismo esistenzialista di Eugenio Montale, senza i cui versi la cultura, italiana ed europea, sarebbe stata infinitamente più povera? Tra i grandi protagonisti della cultura di Genova abbiamo ritenuto doveroso ricordare nel nostro Congresso Fabrizio De André, in chiusura dell’anno in cui si è celebrato il ventennale della sua scomparsa; non certo della sua assenza, perché vive con noi la sua straordinaria eredità, che ha reso e rende il nostro immaginario, ed i nostri interrogativi, più ricchi e vivi. La sua poetica, profondamente ispirata ai temi della vita, della sua anche dolorosa quotidianità, e dunque anche alla giustizia ed all’ingiustizia, ci sono sembrati un’imperdibile occasione per farne rivivere, qui, alcuni dei versi più straordinariamente vicini alle nostre riflessioni: alcuni sinistramente profetici, altri sarcastici, fino all’irriverenza, nei confronti del Potere, e dunque anche del mondo dei Giudici e della Giustizia, e proprio per questo, noi crediamo, straordinariamente utili per meglio comprendere e, forse, comprenderci, con levità, e un pizzico di necessaria ironia. Abbiamo affidato il difficile compito di interpretare alcune canzoni di De André ad un giovane e bravissimo artista, Niné Ingiulla; e siamo davvero lieti di poterlo fare alla presenza della signora Dori Ghezzi, che salutiamo calorosamente, ringraziandola sinceramente per aver accettato l’invito ad essere presente, oggi, tra noi per condividere questo emozionante ricordo>
L’appuntamento, che la stessa Anm definisce un “passaggio cruciale per la magistratura italiana”, si è aperto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tanti gli appuntamenti e gli interventi programmati: tra gli altri, quelli del vicepresidente del Csm David Ermini e del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
L’appuntamento genovese è occasione per i magistrati anche per interrogarsi sulla “fiducia” da parte dei cittadini: un “segnale di attenzione”, sottolinea il presidente dell’Anm Luca Poniz, alla “percezione sociale” delle decisioni dei giudici “sarà la proiezione nel corso del congresso di videointerviste in cui sono state raccolte le opinioni di cittadini sul sistema giudiziario”, sulle quali sviluppare il dibattito. E non mancherà, ovviamente, la riflessione sulle riforme. “Sono anni che la magistratura associata ha articolato una serie di proposte”, ricorda il presidente dell’Anm: sulla giustizia penale, ad esempio, “da anni denunciamo un’ipertrofia del sistema, che non si può pensare veloce e rapido a fronte di milioni di procedimenti e migliaia di fattispecie di reato. Ogni volta che si affronta un tema – aggiunge – lo si fa sulla scia dell’emergenza e si riversa sulla giurisdizione ogni aspettativa. In Italia abbiamo un processo complesso, con costi importanti e noi crediamo nelle sue regole: le nostre proposte si concentrano sull’effettività delle garanzie cercando anche di ridurre i tempi morti dei procedimenti”. Quanto alla prescrizione – punto dolente, in queste settimane, nella maggioranza di governo – le toghe propongono da tempo la previsione dello stop “dopo la sentenza di condanna in primo grado”, ma, sottolinea Poniz, “continuiamo a dire che la riforma della prescrizione è solo una misura, non la misura che risolve ogni problema”.






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