Convegno “Genova come Bibbiano”, Pastorino: “Stop alla diffamazione”
Il consigliere regionale di Linea Condivisa: “Stop all’attacco dei servizi sociali genovesi: servono finanziamenti, assunzioni e formazione, non attacchi strumentali di becera propaganda politica”
«Il convegno organizzato dall’associazione GenovaCresce “Genova – Bibbiano; la distanza che non c’è” è inaccettabile – asserisce il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino – Ipotizzare una vicinanza tra i fatti gravissimi accaduti a Bibbiano, per altro ancora in fase di accertamento da parte della magistratura, e il lavoro svolto dagli operatori dei servizi sociali genovesi è propaganda politica della peggior specie: becera, meschina e sulle spalle di una popolazione diventata sempre più fragile e povera».
«Ipotizzare che a Genova sia avvenuto qualcosa di illecito – prosegue il consigliere Pastorino – senza che vi siano interventi da parte della Magistratura o indagini al riguardo, alimenta la sfiducia nei servizi pubblici, danneggia un’utenza fragile e sottopone i lavoratori e le lavoratrici dei servizi sociali a terribili pressioni e a possibili atti di intolleranza. Non è casuale che in alcuni distretti i colloqui avvengano con la presenza della polizia municipale».
«A Genova il servizio di affido è riconosciuto come un’eccellenza, nonostante la conclamata mancanza di personale, e sono in corso progetti che hanno ricevuto riconoscimenti e valutazioni positive ben al di fuori dei confini della nostra regione – dichiara il consigliere di Linea Condivisa – eppure da una parte abbiamo l’assessora Fassio che tra trasferimenti o tagli di teste ingiustificati sta smantellando un servizio fondamentale e d’eccellenza, dall’altra abbiamo associazioni di dubbia fama che organizzano convegni diffamatori».
«E mi sconcerta che in questo momento estremamente critico la politica non si faccia sentire più chiaramente: servono assunzioni perché il personale è ormai ridotto all’osso e alcune figure chiave sono in via di estinzione, servono strumenti, servono processi di formazione e serve una seria e capillare campagna mediatica che valorizzi l’operato svolto fino ad ora dai servizi sociali genovesi».


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