Cronaca 

Il procuratore Cozzi: “Serviva un controllo di sicurezza immediato” – IL VIDEO

<I consulenti della Procura hanno rilevato uno stato di degrado consistente nella mancanza di cemento, quindi di interessamento delle parti in ferro, corrose, e anche della mancanza di cemento nella parte superiore che imponevano un controllo di sicurezza immediato perché ci poteva essere anche il pericolo di rovina>

<Noi non abbiamo né sequestrato né disposto la chiusura delle due infrastrutture, i viadotti Fado e Pecetti – ha spiegato oggi il procuratore Francesco Cozzo -. Abbiamo preso atto delle risultanze, come è stato detto nel comunicato, delle attività dei consulenti tecnici che hanno rilevato che utilizzando gli stessi criteri di valutazione del manuale in uso alla società di vigilanza si evidenziava uno stato di ammaloramento di parti parziali di queste due infrastrutture più elevato di quello che risultava dalle ispezioni in possesso degli stessi consulenti, in particolare per un tratto di solette degli impalcati a sbalzo, cioè quelle fuori del punto di appoggio sui piloni portanti, era stato rilevato uno stato di degrado consistente nella mancanza di cemento, quindi di interessamento delle parti in ferro, corrose, e anche della mancanza di cemento nella parte superiore che imponevano un controllo di sicurezza immediato perché ci poteva essere anche il pericolo di rovina>.

Il <pericolo di rovina>

<Il pericolo di rovina vuole dire che se un tratto interessato, quello della corsia di sorpasso del ponte Fado, poteva esserci un pericolo non solo della circolazione, ma addirittura di tenuta della soletta, soprattutto per il transito di mezzi pesanti. la corsia di sorpasso è quella che è in pendenza di circa il 5% inferiore al piano orizzontale, perché la carreggiata è in pendenza e quindi determina lo scorrimento delle acque verso la corsia di sorpasso. Parliamo della carreggiata in ascesa – ha proseguito Cozzi -. Lì si è determinato, nella parte sottostante, un forte degrado. È come se si sgretolasse la soletta di un balcone e ci fosse soltanto buona la consistenza della parte piastrellata di sopra. Altrettanto riguarda la carreggiata del ponte Pecetti, ma questa volta nella parte della corsia normale di scorrimento. In questo caso, pure, a sbalzo. La parte interessata era di circa un metro e mezzo o poco più, in poche parole la corsia di transito del Pecetti e di sorpasso del Fado di qualche decina di metri>.
Poi Cossi ha aggiunto: <A questo punto, prese in considerazione queste risultanze, di cui noi abbiamo avuto contezza il giorno prima della frana verificatasi sulla A6, e quindi, senza che ci sia alcun collegamento né di fatto né investigativo né a livello di suggestione, abbiamo preso in considerazione queste risultanze. Insieme al collega pubblico ministero che si occupa delle immagini, l’aggiunto, le abbiamo valutate insieme ai consulenti tecnici e alla polizia giudiziaria, ed è stata convocata la rappresentanza tecnica del tronco autostradale per rappresentargli questa situazione. Quindi non è stato fatto con grande senso di responsabilità e di equilibrio alcun provvedimento di sequestro, ma è stato detto che bisognava fare subito un controllo di sicurezza, una verifica, per accertare se in quale parte c’era effettivamente un problema di sicurezza importante per il transito dei veicoli>.
<La società Autostrade, responsabilmente, è intervenuta al più presto, anche perché i tempi erano molto stretti, ha effettuato queste verifiche, le cui risultanze verranno poi valutate dai magistrati addetti alle indagini e soprattutto dai loro consulenti tecnici, e ha deciso, come noi auspicavamo, che il transito potesse svolgersi sulla corsia che insiste, invece, sui piloni, ossia non su quella a sbalzo, cioè quella che sicuramente ha più tenuta perché non è sospesa sul vuoto – ha proseguito il procuratore -. Ci auguriamo che vengano effettuati al più presto gli interventi strutturali sulle parti ammalorate in modo tale che possa essere ripristinata la circolazione su tutto>.

<Non mi rallegro, ma è stato fatto quanto doveva essere fatto>

<Per quanto questa situazione sia precaria, dal punto di vista pubblico, certo non mi rallegro, ma ritengo che sia stato fatto quanto doveva essere fatto nel modo più razionale, equilibrato, ma anche incisivo, possibile senza fare provvedimenti allarmistici, sensazionalistici, ad effetto, che avrebbero soltanto poi provocato un allungamento dei termini e forse oggi voi stareste a commentare negativamente che la procura aveva disposto il sequestro e poi il giorno dopo, magari, aveva disposto rapidamente il dissequestro. No, la verifica l’abbiamo lasciata fare a chi è responsabile con l’assunzione di responsabilità di chi doveva fare questi controlli – ha aggiunto Cozzi –
La parte che presentava problematiche di ammaloramento piuttosto rilevante era quella cosiddetta “a sbalzo”. Perché hanno limitato tutto il traffico? Ritengo che sia perché c’era da verificare fino a che punto questo problema potesse riguardare la corsia laterale. Per essere sicuri, da quello che vedo, hanno ritenuto di mantenere il traffico sulla corsia centrale che dovrebbe avere, in ogni caso, stabilità>.

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