Allerta, gaffe del vice sindaco: post per ringraziare tutti, ma non la polizia locale
Dopo 11 ore dalla pubblicazione su Facebook, Balleari si rende conto dell’imbarazzante omissione e cambia il post, che però ha già fatto il giro dei telefoni di tutti gli agenti del corpo, inviperiti per la mancanza di considerazione dopo che sono stati 72 ore sotto l’acqua e coi piedi nel fango. Il sindaco Marco Bucci, invece, li ha ringraziati per primi nel corso della conferenza stampa di oggi
Il Nostro era appena tornato dall’Azerbaijian, dove aveva partecipato alle celebrazioni dei 70 anni dello status di città di Sumqayit. Lo si capirà: un evento di incontestabile importanza per le relazioni internazionali tra Genova e la regione caucasica del Nagorno Karabakh. In pratica: la Farnesina ce spiccia casa. Il vice sindaco ci informa dalla sua pagina Facebook degli eventi di grande rilievo economico-diplomatico in cui ha rappresentato la Superba nella città caucasica: ha partecipato dal palco delle autorità alle celebrazioni ufficiali, è stato intervistato dalla televisione pubblica Azerbaijana ed ha portato il Saluto (scritto maiuscolo nel post, sì) della città al pranzo di gala offerto dal sindaco di Sumqayit Zakir Farajov. Certamente Balleari non ha avuto modo, durante la sua visita, di imparare che si dice “azera” e non “azerbaijana” come ha scritto nel suo post. Ogni tanto bisognerebbe dare retta al correttore di Facebook: non evita gli errori “diplomatici”, ma almeno quelli ortografici sì.

Era il 20 novembre e il giorno dopo a Genova gli agenti di polizia locale finivano sotto la pioggia per 72 ore, nel bel mezzo degli allagamenti, attenti a non cadere (come è successo a uno di loro) in un tombino aperto e invisibile a causa dell’acqua alta e melmosa, in ausilio ai vigili del fuoco, al salvataggio di automobilisti o di persone le cui case venivano minacciate da frane o riempite di fango. L’inossidabile vice sindaco (traslocato da qualche mese dai Trasporti ai Cimiteri e al Patrimonio), nel frattempo, partecipava a convegni ed eventi “di rappresentanza”, distribuendo come d’abitudine sorrisi in quantità tra tutti i suoi interlocutori. E intanto l’allerta si faceva rossa e oltre un centinaio per turno, su 4 turni quotidiani, di agenti di polizia locale cominciavano a pensare che gli sarebbero cresciuti i piedi palmati o le branchie, zuppi ogni giorno, a correre tra un torrente che usciva dagli argini e un muro crollato. Il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci hanno tenuto diverse conferenze stampa-dirette Facebook per informare i cittadini dei pericoli e aggiornali sulle condizioni meteo. Balleari ha dato il suo contributo alla divulgazione delle informazioni alla città condividendo uno solo dei tanti incontri e ci ha aggiunto due parole a commento, raccomandando <Massima prudenza!>. E vallo a dire agli agenti, alle prese con strade franate e muri che cadono a valle. Quelli che lui non ha sentito il bisogno di ricordare.
Un grande lavoro quello di tutte le persone che si sono spese per garantire sicurezza ai cittadini e stamattina il vice sindaco si è sentito in dovere di ringraziarle. Ha confezionato un bel post con tutti i gli hashtag al posto giusto e lo stemma con i grifoni che tutti i genovesi amano.
<Un sentito ringraziamento per l’abnegazione dimostrata da tutti i lavoratori della #PROTEZIONECIVILE, #VIGILIDELFUOCO, #AMT, #ASTER, #AMIU e a I tantissimi #VOLONTARI che hanno affrontato e stanno affrontando instancabilmente queste lunghe ore.
#Grazie #GrazieDavvero >
Dal cuore. Per tutti. Meno che per gli uomini della polizia locale.


Gli agenti che bazzicano sulla sua bacheca, quando hanno letto, non ci potevano credere. Tutti, come è giusto, venivano citati. Tutti meno che loro: gente che si è resa disponibile per rispondere alle esigenze della città (come accadde ai tempi del crollo del Ponte Morandi e nei mesi successivi) quando non avrebbe dovuto lavorare (il sabato in turno ci sono meno agenti degli altri giorni e la domenica ancora meno del sabato: in tanti si sono, invece, resi disponibili), gente che tra un turno e l’altro s’è presa appena una pausa di poche ore all’asciutto per garantire sicurezza e risposte immediate alle criticità vivendo ore e ore sotto l’acqua per aiutare i genovesi.
Passa il tempo, lo screenshot del post finisce nelle chat che gli uomini della polizia locale hanno aperto per contattarsi tra loro fuori dall’orario di lavoro. I commenti sono stizziti, poi arrabbiati, poi furibondi.
Dopo 11 ore, stasera, forse qualcuno avverte il vice sindaco della gaffe e lui aggiunge il tag #polizialocale. Troppo tardi. Ovvio che non gli è esattamente uscito d’istinto. Forse qualcuno degli agenti s’è lamentato direttamente con lui. Forse qualche collega o compagno di partito gli ha fatto notare l’inopportuna omissione. Ma intanto il post ha raccolto già 245 like e 27 condivisioni. Il tema è certamente popolare, raccoglie consensi: quale migliore argomento per farci un post acchiappa click sui social?

La modifica, però, è fuori tempo massimo: la figuraccia è fatta e suona ai più tra gli uomini della Locale come una presa in giro, un sistema per tentare di non alienarsi consensi. Ogni singolo agente dei quasi mille del Corpo ha visto, letto, commentato, certo non gradito. Non si stupiscano i cantuné e si consolino: Balleari non cita e non ringrazia neppure il suo compagno di partito, Sergio Gambino, consigliere delegato comunale alla protezione civile, che queste 72 ore le ha vissute tra il Coc e la strada, dormendo quasi nulla, spartendo l’acqua e il fango, lui sì, con uomini della protezione civile, di Amiu, di Aster, di Amt, coi volontari, con i vigili del fuoco e, sì, con la polizia locale. Il tutto per un compenso pari a zero, perché Gambino, in quanto consigliere delegato, non percepisce nemmeno un euro. Il suo è un incarico a titolo gratuito, non ha il prestigioso stipendio da vice sindaco di Balleari, ben più alto di quello di tutti gli altri assessori. Chissà se nel Nagorno Karabakh si usa ringraziare gli agenti che fanno fronte a 72 ore di diluvio, frane e allagamenti?


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