Annunci
Ultime notizie di cronaca

Limet avverte: da domani sera “rischio ko idrologico”

Allagamenti, esondazioni, smottamenti e, soprattutto, frane. Daniele Laiosa e Vittorio Scrivo, previsori dell’associazione ligure di meteorologia: <Lo scenario su scala sinottica è sempre il medesimo, o quasi> ma il territorio è <del tutto incapace di sopportare anche solo la metà quantitativi d’acqua riversata dalla perturbazione del 21 ottobre scorso>. Il rischio comincia domani sera (venerdì)

A fare paura non è il quantitativo d’acqua in sé, che si annuncia ad ogni modo importante visto il forte rischio di temporali stazionari tra il savonese orientale e il genovese occidentale ma il fatto che il terreno è saturo d’acqua dopo un mese di piogge quasi senza pause. E non ce la farà a sopportare precipitazioni intense. Le conseguenze potrebbero essere disastrose sul levante del savonese e il ponente di Genova e nelle valli Orba, Stura, Scrivia e poi su Cerusa, Leira, Branega, Varenna, Chiaravagna e Polcevera.

<Sulla scorta di un forte indebolimento della corrente a getto in uscita dagli Stati Uniti, prende corpo, a cavallo tra l’Oceano Atlantico e l’ovest europeo, la discesa di una estesa saccatura depressionaria, ricolma di una cospicua massa d’aria fredda d’estrazione artico-marittima, a veicolare un flusso di correnti tiepide, meridionali, via via più profondo, verso i versanti tirrenici del Paese, fino alla Liguria> dicono i previsori dell’associazione ligure di meteorologia Limet.

Le fasi della perturbazione

La FASE 1 di questa lunga e complessa evoluzione, peraltro già attiva da qualche ora e che ci vedrà impegnati da episodi di instabilità, ad ora ancora poco organizzati, ma che a tratti potranno acquisire una certa veemenza, trova la sua ragion d’essere in una blanda convergenza dei venti al suolo, da una parte una vivace tramontana scura, traboccante dai valichi appenninici centro-occidentali, dall’altra uno scirocco ancora piuttosto timido, in risalita dal quadrante est/sud-est.

Tutto cambierà a partire dalla serata di domani, venerdì 22 novembre, complice lo scatto verso est del suddetto sistema di bassa pressione, che andrà approfondendosi sul golfo di Biscaglia, cagionando un progressivo rinforzo del richiamo sciroccale lungo il Tirreno.

Ecco quindi che si aprirà la FASE 2, quella che, ad oggi, pare la più temibile. Osservando il prezioso strumento del radar noteremo, con tutta probabilità, l’organizzazione di una strutturata linea temporalesca a carattere stazionario a cavallo grossomodo tra il savonese orientale e il genovese occidentale, ma che allungherà la sua mano anche all’alessandrino. I modelli su scala locale disponibili paventano una (non) evoluzione abbastanza preoccupante per questo areale a partire dalla notte su sabato, 23 novembre, con un accanimento fenomenologico che su bacini idrografici come l’Erro, Orba, Stura, Scrivia (sul versante padano), Letimbro, Sansobbia, Teiro, Arrestra, Lerone, Cerusa, Leira, Branega, Varenna, Chiaravagna e Polcevera (sul versante marittimo), recherebbe un vero e proprio collasso in termini idraulici-idrogeologici, con allagamenti, esondazioni, smottamenti e, soprattutto, frane.

<Si tratta di un settore del tutto incapace di sopportare anche solo la metà quantitativi d’acqua riversatasi nel corso dell’evento del 21 ottobre scorso. Lo abbiamo visto nella giornata di martedì scorso, anche se poco più a levante: un centinaio di millimetri è bastato a mandare in crisi tombini e canalette, a portare il Bisagno quasi alla prima linea di guardia e rivi come il Fereggiano in piena (ordinaria) – aggiungono Daniele Laiosa e Vittorio Scrivo -. Questa volta, peraltro, dovrà aggiungersi un ulteriore fattore aggravante: lo scioglimento della neve. Insomma, non scherziamo quando sosteniamo che allo stato attuale dei terreni, un accanimento pluviometrico, come inquadrato dalla modellistica numerica disponibile, rischierebbe di degenerare in un nuovo evento alluvionale>.

Ancora al vaglio dei centri di calcolo la FASE 3, che, concludono i previsori, <potrebbe intervenire tra la seconda parte e la fine della giornata di sabato, quando il fronte depressionario irromperà finalmente sul Mediterraneo, determinando un ulteriore acuirsi del flusso umido sciroccale, che diverrebbe tanto dirompente da sopraffare completamente la resistenza opposta fino a quel momento dalla tramontana. In questo frangente la fenomenologia più acuta tenderebbe a migrare nelle aree interne del savonese, investendo così in maniera marcata la val Bormida di Spigno, la val Bormida di Millesimo, l’interno imperiese e la piemontese val Tanaro>.

Annunci

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: