Numeri identificativi per identificare le forze dell’ordine, il “no” del Siap
Il segretario provinciale del sindacato di polizia, Roberto Traverso critica la proposta di legge
<Esprimo stupore e dissenso di fronte alla proposta di legge della deputata del Pd Giuditta Pini la quale affronta con ruvidità e approssimazione un argomento delicatissimo per le forze dell’ordine – dice Roberto Traverso, segretario provincia e dirigente nazionale del sindacato autonomo Siap -. A Genova, città che continua ad essere ricordata per il drammatico G8 del 2001, il dibattito sulle regole d’ingaggio per i servizi di ordine pubblico per garantire la democrazia nelle piazze ha sempre visto il Siap fermo su una posizione che è stata fermamente ribadita dal segretario generale Tiani che ha oculatamente preso le distanze a tutela della professionalità dei poliziotti. Come si può proporre di mettere un numero sui caschi per identificare il singolo poliziotto mentre ad oggi non esistono regole certe, chiare e trasparenti che garantiscono ai poliziotti che lavorano in piazza la possibilità di lavorare in sicurezza?>.
<Si potrà aprire un confronto su questo tema per discutere della eventualità di un numero di reparto e non certamente individuale solo dopo che il legislatore avrà introdotto regole di tutela e d’ingaggio simili a quelle degli stati europei e dei paesi del sistema occidentale più evoluti – continua Traverso -. Una proposta di legge che auspico venga accantonata al più presto, proprio perché fa percepire la volontà di non dialogare con una categoria che in realtà ha bisogno di una politica che crea percorsi democratici e non slogan che alimentano demagogia e corporativismo>.


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