Aumento della cedolare secca, protestano proprietari e inquilini
Il presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente Confedilizia nazionale Nasini: <Genova è una città dove il numero di contratti con cedolare secca è fortemente maggioritario e dunque questo significa che si andrà a impoverire la città>
<Siamo alle solite: il governo senza idee aumenta le tasse e colpisce la casa andando a toccare quella cedolare secca che sta alla base dei contratti agevolati e ne costituisce il presupposto essenziale>. Lo dice Vincenzo Nasini, presidente di Ape Confedilizia Genova e vice presidente Confedilizia nazionale.
<Il fatto che anche il sindacato degli inquilini abbia dato lo stesso giudizio negativo, conferma che l’aumento dell’aliquota della cedolare secca sia un grave errore – continua il presidente di Ape Confedilizia. – Genova è una città dove il numero di contratti con cedolare secca è fortemente maggioritario e dunque questo significa che si andrà a impoverire la città. Così si spara nel mucchio: proprietari inquilini vecchi giovani famiglie>.
L’associazione promette <battaglia in tutte le sedi>. Anche il presidente nazionale, Giorgio Spaziani Testa, è intervenuto sull’aumento previsto nella manovra dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato: <Siamo sconcertati perchè – con l’aumento della cedolare dal 10% al 12,5% – il Governo va a rivedere una misura che è sociale e che è stata approvata sia dai proprietari che dagli inquilini. Questa cedolare è una misura sociale perché riguarda affitti per inquilini disagiati, si applica anche alle locazioni degli studenti universitari. Per questo, anche il sindacato degli inquilini Sunia ha protestato>.



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