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Toti contro il body shaming: “Mi chiamano Yoghi. Bisogna abbassare i toni e alzare il livello del dibattito”

<Con la stessa indignazione con cui oggi, qui, oltre che in tv, condanno fermamente gli attacchi a Gad Lerner a Pontida mi piacerebbe che la sinistra, prima o poi, riflettesse e si indignasse anche quando lo stesso trattamento viene riservato a donne e uomini di centrodestra. Non ho visto nessuno indignarsi quando un’esponente del Movimento Cinque Stelle mi ha chiamato cinghiale grasso>

Cliccando qui: il link completo della Treccani che illustra il neologismo

Il vestito e la taglia del ministro Teresa Bellanova, Gad Lerner insultato perché ebreo a Pontida. Il livello è basso, sempre più basso, trascinato a fondo dallo sdoganamento dei social alla violenza verbale del branco. Anche Giovanni Toti oggi denuncia di essere oggetto di “body shaming” e chiede a tutti di abbassare i toni.

Palla di lardo, vitello grasso, esploderai, fai schifo, orso Yoghi, cinghiale, fascista, arriverà il giorno in cui qualcuno si vergognerà di chiamarsi Toti”. Con la stessa indignazione con cui oggi, qui, oltre che in tv, condanno fermamente gli attacchi a Gad Lerner a Pontida mi piacerebbe che la sinistra, prima o poi, riflettesse e si indignasse anche quando lo stesso trattamento viene riservato a donne e uomini di centrodestra. Non ho visto nessuno indignarsi quando un’esponente del Movimento Cinque Stelle mi ha chiamato cinghiale grasso o si è appellata a me definendomi orso Yoghi, non ho visto le barricate quando in piazza a Genova il 25 aprile io e il sindaco siamo stati fischiati e insultati (ci ha difeso solo l’Anpi), non ho visto la stampa indignata quando un loro collega mi ha dedicato in maniera totalmente gratuita una damnatio memoriae, così come non vedo preoccupata la politica di sinistra sulla deriva culturale del nostro Paese quando i loro militanti mi definiscono grasso, ippopotamo ecc ecc. Non ho mai fatto la vittima né ho mai voluto strumentalizzarlo politicamente e non intendo certo iniziare adesso, ma pensate cosa sarebbe successo al contrario? Mi pare che l’indignazione in Italia vada sempre e solo dalla stessa parte. Sarebbe bello e intellettualmente onesto che tutti si facessero un esame di coscienza e che tutti abbassassero i toni e alzassero il livello del dibattito una volta per tutte. La stupidità non ha colore politico, è inutile strumentalizzarla!

In copertina: foto di Carlo Alberto Alessi

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