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Alisa, attivo il monitoraggio del batterio New Delhi. 36 morti in Toscana

L’azienda sanitaria smentisce che in Liguria non ci sia attenzione per la possibile diffusione dell’enzima prodotto da alcuni particolari batteri presenti nell’intestino, i quali hanno la potenzialità di annullare l’effetto di numerose tipologie di antibiotici 

La circolazione del batterio New Delhi Metallo-beta-lattamasi (NDM) rientra nel fenomeno attenzionato da tempo e presente a livello globale della diffusione delle Enterobatteriacee produttrici di Carbapenemasi (CPE). Il fenomeno è quello della resistenza, sviluppata da batteri normalmente presenti nella flora intestinale umana, che possono diventare virulenti in seguito all’esposizione prolungata a determinati antibiotici. La capacità di resistere agli antibiotici rende così pericolosi questi batteri, soprattutto in pazienti già colpiti da gravi patologie o immunodepressi.

Il sistema di monitoraggio e controllo delle CPE è attivo nel nostro Paese dal 2013 e la Liguria è stata una delle prime regioni a recepire integralmente le indicazioni presenti nella circolare ministeriale di istituzione del sistema di sorveglianza.

Il riscontro di casi di malattia o di cluster di portatori di NDM è ampiamente rilevato in tutto il mondo negli ultimi anni e il quadro epidemiologico riscontrato nelle regioni italiane, dove la sorveglianza è più attiva ed efficace, è coerente con il panorama europeo.

L’outbreak in Toscana rappresenta un evento isolato, meritevole di attenzione. In Toscana perché sono salite a 31 le morti. Tra novembre 2018 e il 31 agosto 2019 in Quella regione il batterio, che nei pazienti con sepsi ha una mortalità del 40%, è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati con patologie gravi. Tra questi ci sono stati 31 decessi ma, è stato spiegato da fonti della Regione.

<In Regione Liguria è attivo un sistema di sorveglianza efficace delle Infezioni correlate all’assistenza (ICA), comprese le CPE che, per l’elevato standard qualitativo, ha portato a pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali – dicono alla ASL -. Il fenomeno della circolazione di NDM è oggetto di attenzione del gruppo tecnico regionale per la sorveglianza e controllo delle ICA, come evidenzia la presenza dell’argomento nell’ordine del giorno dell’incontro tenutosi in data 21 giugno 2019. Il piano nazionale di contrasto all’antibiotico resistenza è stato recepito a livello regionale (DGR 265/2018) e le misure per il controllo delle CPE, efficaci anche per il NDM, sono già attive da tempo nella nostra Regione (DGR 529/2015).  Appaiono, quindi, infondate le affermazioni allarmanti riportate da alcuni media sulla mancate azioni di monitoraggio e controllo nei confronti delle CPE-NDM in Liguria. È bene precisare, onde evitare di generare pericolosi e immotivati allarmismi, che nella nostra Regione, è garantita un’attività di sorveglianza e controllo delle potenziali situazioni di rischio, dove non sussiste nessun tipo di trascuratezza o incuria nella tutela dei percorsi sanitari e, in particolare, delle infezioni correlate all’assistenza>.

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