Tursi chiude 30 giorni il kebab che vende alcol fuori orario. Dopo, per 60 dovrà chiudere prima

L’attività di artigianato alimentare, in salita Pollaiuoli 39r, è la prima a “sperimentare” la decisione dell’assessore Bordilli di imporre un lungo periodo di riduzione dell’orario dopo la chiusura totale a chi, non rispettando le regole, “pesa” sulla vivibilità della movida

Una serie di sanzioni per aver venduto alcol dopo la mezzanotte, orario in cui dovrebbe smettere secondo l’ordinanza movida. Il titolare del locale al civico 39R di salita Pollaiuoli è stato pizzicato 2 volte all’1:50 e una, addirittura alle 2.45. Così, da stanotte a mezzanotte, dovrà tener chiuso da stanotte, la notte tra il 3 e il 4 settembre, per 30 giorni perché, alla luce delle normative, gli è stata sospesa la licenza. Dopo potrà riaprire, ma per 60 giorni dovrà chiudere in anticipo, alle 23.

Questo perché chi spaccia alcol al di fuori dell’orario consentito dalla propria licenza (solo i pubblici esercizi, che per ottenere la loro autorizzazione devono presentare anche requisiti di onorabilità e farsi carico anche di una serie di adempimenti possono somministrare fino alle 3) mettono in crisi la vivibilità della movida oltre, naturalmente, a praticare concorrenza sleale nei confronti dei bar della zona, che nella stragrande maggioranza dei casi rispettano le leggi e vengono doppiamente danneggiati da chi vende alcolici e superalcolici perché dopo una certa ora la movida diventa invivibile per la quantità di ragazzi ubriachi che disincentivano la presenza di clienti “normali”.
Ma il problema più grande è l’impossibilità di “convivenza civile” (questo il nome del regolamento su cui poggia l’ordinanza) di questo girone dei dannati alcolici, con le loro urla, i loro schiamazzi, le loro risse e i loro atti di teppismo, con gli abitanti. La foto che vedete sotto, scattata nello scorso fine settimana, mostra un ragazzo completamente ubriaco stramazzato a terra, nel suo vomito. Gli stessi residenti hanno chiamato i soccorsi e l’ambulanza e venuta a portarlo via per consegnarlo al pronto soccorso del Galliera, dove nel fine settimana dall’area della movida giungono molti ragazzi nelle stesse condizioni.

<Il rispetto della normativa sull’alcool è per l’amministrazione una massima priorità – dice l’assessore al Commercio Paola Bordilli, che ha deciso di applicare la “pena accessoria” della riduzione di orario all’artigiano alimentare di salita Pollaiuoli -. Con l’autunno riparte il periodo della “movida nei vicoli”. Teniamo ad avere un centro storico vivo, con una movida sana, vicoli vissuti e anche rispettati, rispetto per chi lavora seriamente e chi ci vive. Lavoriamo sempre più per distinguere i locali virtuosi e difenderli da chi prova a lavorare sull’abuso di alcol>.

C’è di più: per 90 giorni (i 30 della chiusura e i 60 della riduzione d’orario) l’attività non potrà essere ceduta. Questa la regola d’ora in poi per tutti quelli che per non aver ottemperato alle regole subiranno provvedimenti di sospensione della licenza e conseguente riduzione dell’orario di apertura. Per evitare che a qualcuno venga in mente di cambiare intestatario e riaprire in anticipo, magari grazie a un prestanome.

Ovviamente, chi non rispetterà l’ordinanza di chiusura o il taglio dell’orario riceverà altre sanzioni e innescherà così le procedure per il ritiro definitivo della licenza.

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