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Dimezzati gli incidenti mortali. Semafori con telecamera, aumentano le sanzioni

Nel 2018 i mortali furono 25, nel 2019 i morti per incidente sono stati 8, comprensivi dei decessi per malore. Questi i risultati della moltiplicazione dei controlli della polizia locale. L’assessore Garassino: <Il nostro obiettivo è salvare vite>
Primi dati degli occhi elettronici: in corso Europa 1088 sanzioni in 41 giorni e le infrazioni vanno aumentando. Prime multe in corso Torino

Nel 2018 le persone che morirono per incidente stradale furono ben 25, su strade tutte diverse, con dinamiche diverse: molti i pedoni investiti, molti i guidatori di scooter che hanno perso la vita anche in incidenti “a solo”, cioè senza il coinvolgimento di altri mezzi. Lo scorso anno alla fine di agosto le croci sulle strade erano già 16. Quest’anno sono l’esatta metà i “mortali” rilevati dal reparto Infortunistica della polizia locale: 8, compresi i malori alla guida. È presto per cantare vittoria e un primo bilancio reale potrà essere fatto solo alla fine dell’anno, ma è già chiaro che l’inversione di tendenza è cominciata. Lo scorso anno l’area della Città Metropolitana di Genova era quella maggior numero di incidenti stradali in rapporto agli abitanti, 11,6 ogni 100mila residenti, più del doppio della seconda città metropolitana, quella di Roma. E, come abbiamo visto, le strade di Genova-Capoluogo erano un cimitero. Il mese peggiore fu settembre, con 5 morti. Poi febbraio e marzo, con 4 morti. Solo il mese di agosto concesse una pausa: nel conteggio non sono ovviamente considerati i morti del Ponte Morandi, perché anche quelli che hanno perso la vita cadendo coi loro veicoli, non possono certo essere assimilati a quelli defunti in uno scontro.

Non ci sono “strade killer”: nel 2018 vittime in tutta la città

Non esiste una “strada killer”, dove si siano verificati più incidenti che altrove. I sinistri mortali si sono verificati in via San Quirico, strada Aldo Moro, via Lagustena, via della Libertà, via Isonzo, via Allende, via dei Reggio, via Odessa, via Aurelia, via XII Ottobre, via San Marino, via Quinto, corso Italia, via Polleri, via Adamoli, via Toti, via Isonzo, via Siffredi, via Anfossi, corso Torino, via Multedo Pegli, via Don Giovanni Verità, via Fereggiano, via Carrea e via Milano. Questo sta a significare che non esisteva il problema di una strada particolarmente pericolosa per motivi contingenti, ma che la pericolosità era diffusa, oltre che frequente.
Cosa è cambiato? Sono stati assunti nuovi agenti di polizia locale (il corpo era arrivato sotto organico di quasi 300 unità), sono stati acquistati quegli strumenti per la misurazione della velocità che prima mancavano e ne sono stati dotati tutti i 9 distretti territoriali (corrispondenti ai Municipi). I controlli di sicurezza stradale non sono più episodici, ma puntuali, quotidiani. E mentre i genovesi cominciavano a lamentarsi dell’aumento delle sanzioni sui social e persino qualche politico cominciava a cavalcare la tigre per trovare consensi, il lavoro impostato dal comandante Gianluca Giurato cominciava a dare i suoi frutti, in termini di vite umane risparmiate. Certo, ci sarà tempo, quando si avranno i dati di tutti i 12 mesi del 2019 per fare calcoli e valutazioni anche sugli incidenti meno gravi, ma già si vede l’inversione di tendenza.

Garassino: <Le multe non sono un dispetto, ma l’estrema ratio per salvare vite umane>

<I controlli non vengono fatti, come pensa qualcuno, per far cassa e questo primo risultato è la dimostrazione di quanto ho sempre detto – dice l’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino -. È dovere dell’amministrazione lavorare per evitare drammi e tragedie sulle strade e questo sta facendo la polizia locale. Ogni vita risparmiata è per noi un successo. C’è ancora molto da fare, certo prima di tutto attraverso l’educazione stradale che comincia dalla scuola, ma se serve, se c’è chi non capisce che certi comportamenti alla guida, come gli eccessi di velocità o come guidare con l’orecchio attaccato al telefonino o inviando messaggi sono un pericolo, anche con le sanzioni per chi mette a repentaglio la sicurezza stradale. Anche a sua tutela>.

Semafori con telecamere: ad agosto aumentate le sanzioni giornaliere
TUTTI I NUMERI

In questa direzione vanno i semafori con le telecamere che rilevano le infrazioni stradali, che per adesso sono tre (uno all’incrocio Isonzo-Europa Timavo, due in corso Torino).
Le telecamere in corso Europa, dall’8 (quando è stato attivato) al 31 luglio (quindi in 24 giorni), ha fotografato e sanzionato 575 veicoli: 192 per aver superato con tutto il veicolo la linea di arresto (113 di giorno e 79 di notte), 383 per essere passati col rosso (293 di giorno e 90 di notte). Sono infrazioni “pesanti”, che potrebbero potenzialmente causare incidenti molto gravi o addirittura mortali. Nei primi 17 giorni di agosto (per i quali i numeri sono disponibili) le infrazioni sanzionate sono state 513. È aumentata la media giornaliera: se a luglio era stata di 24 sanzioni al giorno, ad agosto (nel periodo già catalogato) è salita a 30. In sostanza: i genovesi non imparano a rispettare la sicurezza stradale nemmeno se gli si toccano il portafoglio e i punti sulla patente. Il giorno peggiore è stato il 18 luglio, con 48 infrazioni e sanzioni.
Dal 13 agosto in azione anche le telecamere in corso Torino, ma con dati, per adesso, più moderati, pari a qualche unità al giorno, ma i dati sono disponibili solo per i primi 5 giorni ed è presto per fare una statistica.

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