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Ancora senza nome il corpo dell’uomo ritrovato ai laghetti di Nervi – Il VIDEO del recupero

La sua fisionomia non corrisponde a nessuna delle denunce di scomparsa e non aveva documenti con sé. Le difficoltose operazioni di recupero del cadavere in zona impervia, in mezzo agli alberi

Non corrisponde a nessuna delle denunce di scomparsa presentate alle forze di polizia la fisionomia e l’età presunta dell’uomo ritrovato ieri in uno dei laghetti nell’entroterra di Nervi, nell’estremo levante genovese. La polizia spiega che non aveva con sé documenti né oggetti che permettano di risalire alla sua identità. Era vestito con abiti sportivi: un paio di calzoncini e una maglietta. Portava scarpe tecniche. Non si sa nemmeno se fosse un escursionista, una persona che si dedicava allo jogging (i sentieri dei laghetti non sarebbero nemmeno il luogo più opportuno) o che semplicemente si era concessa qualche ora all’aria aperta.
Di certo nessuno ha cercato questo uomo, dall’apparente età variabile tra i 35 e i 50 anni (sarà l’autopsia a stabilirla con precisione) ritrovato e segnalato da un gruppo di escursionisti dentro uno dei laghetti. Le condizioni del cadavere, in avanzato stato di decomposizione, fanno pensare che ci fosse da qualche giorno. È triste pensare, al di là della tragedia della morte, che nessuno si sia accorto dell’assenza di un uomo di quell’età, scomparso da non poco tempo, che nessuno lo stia cercando. Non si sa neanche se sia arrivato percorrendo via Mulinetti di Nervi o sia sceso dal Fasce. Era, con ogni probabilità, da solo. Altrimenti i compagni di escursione avrebbero segnalato che mancava all’appello.
La zona è impervia. Ieri pomeriggio sono stati i vigili del fuoco a recuperare il cadavere. Per raggiungere quel laghetto, i vigili del fuoco, i soccorsi (che dopo il primo allarme speravano di poter fare ancora qualcosa mentre purtroppo l’uomo era già morto da tempo), la polizia hanno dovuto affrontare un percorso a piedi di un’ora circa. Per il recupero si è reso necessario l’intervento del personale vvf SAF giunto con l’elicottero Drago. Il personale, protetto con la tuta per la protezione acquatica ha recuperato il corpo sul fondo dell’ultimo lago e lo ha issato sull’elicottero tramite verricello.
Secondo una prima ricognizione, sul corpo non ci sarebbero segni di violenza. L’uomo sarebbe morto per un malore o per aver sbattuto la testa su una roccia cadendo, prima di precipitare nel laghetto. Sarà l’autopsia a chiarire anche questo.
Intanto tra alcuni degli abitanti delle case a valle si fa largo la preoccupazione per lo stato delle acque: la presa di quelle potabili (sterilizzate con lampade) è a valle del laghetto dove il cadavere sembra essere rimasto per parecchio tempo.

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