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A mezzanotte e mezza non è ancora giunto il grosso mezzo che ribalterà l’autocisterna

È in arrivo da Milano e procede a velocità ridotta a causa delle grandi dimensioni. Prima che entri in azione, dovranno essere travasati i 26 mila litri di acido solforico contenuti nel rimorchio ribaltato

Anche il travaso è un’operazione delicata, spiegano i vigili del fuoco, i cui mezzi sono già operativi sul posto come quelli della polizia locale e della polizia stradale che segnalano l’autotreno ribaltato sul ponte elicoidale a motociclisti e automobilisti in transito. Per fortuna, la cisterna non si è rotta e, nel ribaltamento, il rimorchio si è appoggiato sul telaio senza far fuoriuscire il suo pericoloso carico.

L’acido solforico ha numerose applicazioni, sia a livello di laboratorio che industriale. Tra queste si annoverano: la produzione di fertilizzanti, il trattamento dei minerali, la sintesi chimica, la raffinazione del petrolio ed il trattamento delle acque di scarico. È altresì l’acido contenuto nelle batterie per autoveicoli.

Sebbene l’acido solforico non sia infiammabile, il contatto con alcuni metalli porta alla liberazione di ingenti quantità di idrogeno. La dispersione di vapori di anidride solforica è un pericolo aggiuntivo di incendio che riguarda questo acido.

L’acido solforico corrode i tessuti e i suoi vapori causano gravi irritazioni agli occhi, al tratto respiratorio e alle mucose; in ingenti quantità c’è anche il rischio di un violento edema polmonare, con danneggiamento dei polmoni. A basse concentrazioni, i sintomi di un’esposizione cronica sono la corrosione dei denti e possibile danneggiamento del tratto respiratorio.

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