Arrestato in Bretagna l’ultimo ricercato del G8. In Francia nasce comitato contro l’estradizione

Secondo il gruppo di cittadini di Rochefort-en-Terre, dove Vecchi ha vissuto 8 anni prima della cattura, l’ex casseur si sarebbe bene integrato nella comunità locale. Il gruppo dei residenti teme che le forze politiche della destra italiana <non mancherebbero di fare della vicenda un tassello della propaganda>

È finita la latitanza di Vincenzo Vecchi, condannato a 13 anni di carcere per devastazione e saccheggio durante il G8 di Genova, probabile partecipante a manifestazioni non autorizzate a Milano. I suoi 18 anni in fuga sono terminati a Rochefort-en-Terre, nel Morbihan, in Bretagna. Era destinatario di ben due mandati di arresto europei. 

Otto anni da cittadino modello

E proprio nel Morbihan ha vissuto per quasi otto anni, molto ben integrato nella comunità locale. Tanto che si è creato anche su un comitato di sostegno formato da una cinquantina di abitanti di Rochefort-en-Terre. Hanno molta paura che Vincenzo Vecchi venga consegnato alle autorità italiane <visto l’attuale contesto politico in Italia>. Hanno in programma di mobilitarsi contro l’attuale procedura di estradizione. Per ora il comitato si riunisce in un bar nella cittadina del Morbihan per decidere come agire.

Nasce il comitato “Support Vincenzo”

Il comitato si chiama “Support Vincenzo”. <È inammissibile che il nostro governo, sostenendo di essere il difensore europeo dell’umanesimo e dei diritti umani, collabori a questa discriminazione politica> dicono, secondo quanto riporta il giornale “Le Parisien“, i sostenitori del “no” all’estradizione. Per il gruppo <Vincenzo on era membro di alcuna organizzazione politica> e <ha scelto di fuggire da questa sentenza ingiusta e sproporzionata>.
Sempre per il comitato, spiegano: <Siamo contrari a che lo Stato francese consegni Vincenzo alle autorità italiane, che non mancherebbero di fare della vicenda un tassello della propaganda>

La Procura della Repubblica di Rennes ha confermato che Vincenzo Vecchi è stato portato davanti alla Corte d’appello della capitale bretone e sarà portato davanti al giudice mercoledì 14 agosto. Si trova attualmente nella prigione di Vezin-le-Coquet.

La nota del Viminale: <Preso per le vacanze in Savoia con la ex convivente e la figlia minore>

Negli ultimi due mesi l’azione investigativa della Polizia di Stato si è intensificata anche con l’avvio di intercettazioni di varia natura concesse dalla Procura Generale di Genova; l’analisi delle informazioni relative al latitante, ai suoi vecchi compagni di lotta politica ed alla famiglia, hanno quindi consentito di acquisire numerosi elementi che riconducevano la presenza del latitante in Francia. È stata quindi interessata la polizia francese – per il tramite dell’ufficiale di collegamento in servizio presso l’UCIGOS della Polizia di Stato che ha assicurato uno stretto raccordo investigativo – che ha proseguito le indagini fornendo un contributo determinante per l’esatta individuazione del latitante. Si è così avuto modo di apprendere che nelle scorse settimane Vecchi ha incontrato l’ex convivente e la figlia minore in Francia, in una località della Savoia, trascorrendo una settimana di vacanza come una normale famiglia di villeggianti. Al termine del soggiorno in Savoia la donna con la figlia ha fatto rientro a Milano, mentre Vecchi è tornato in Bretagna, riprendendo la sua normale vita con una falsa identità. Monitorando la donna e seguendo ogni indizio possibile nonché le tracce degli apparati telefonici in uso alla coppia, gli investigatori del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e della DIGOS di Milano hanno acquisito ulteriori utili indizi finalizzati alla localizzazione del latitante ed alle modalità con le quali era solito sentire l’ex convivente e la figliola.

In copertina: G8, foto di Gerard Julien/AFP/Getty Images.

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