Rientrata la salma di Rossella Gattorna, i legali del marito chiedono autopsia in Italia

La dipendente Amiu è caduta praticando parasail col paracadute ascensionale. Le autorità tunisine negano i risultati dell’esame medico legale che potrebbe mettere in evidenza soccorsi troppo lenti o maldestri

Secondo alcuni testimoni sarebbe caduta su un fabbricato e non sulla spiaggia per l’errata manovra di chi conduceva la barca. E i soccorsi sarebbero stati troppo lenti e poco attenti, causando un’ulteriore caduta della donna, già in gravi condizioni, questa volta dalla barella. Poi c’è il fatto che le autorità non avrebbero tunisine avrebbero negato i risultati dell’autopsia al marito che ora chiede di ripetere l’esame autoptico a Genova per sapere il vero motivo per cui è morta la dipendente Amiu Rossella Gattorna. La salma della donna è arrivata ieri dal Nordafrica all’obitorio del San Martino. Il marito, Giuliano Obino, che era con lei e con due amici in ferie nel villaggio PrimaSol El Mehdi di Mahdia e l’ha vista precipitare mentre riprendeva la nuova esperienza della moglie con il parasail, il paracadute ascensionale trainato da un motoscafo, vuole sapere perché quello che doveva essere un momento di divertimento si è trasformato in tragedia. Sempre secondo i molti testimoni che hanno assistito al fatto, le corde del paracadute si sarebbero impigliate su una palma e chi conduceva il motoscafo avrebbe accelerato per tentare di svincolarle. Così Rossella, anziché cadere sulla spiaggia, sarebbe precipitata su una terrazza. L’autopsia potrebbe stabilire almeno se è stata la caduta a esserle fatale o se i soccorsi troppo lenti sono stati la ragione del decesso.

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