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Allunaggio, a Genova cinquant’anni fa 80 mila tv accese e il 20% di energia consumata in più

Ecco come, secondo le cronache dei giornali dell’epoca, la città visse la notte del primo uomo sulla Luna: strade vuote e finestre accese in tutta la città fino alle 5 del mattino. In 300mila seguirono la diretta in bianco e nero

Cinquant’anni fa esatti. Il 20 luglio 1969 l’astronauta Neil Armstrong seguito 19 minuti dopo da Buzz Aldrin, mise piede sulla luna, il primo essere umano a mettere piede sul satellite che ha ispirato leggende, riti religiosi, canzoni, libri. A Houston erano le 21:56, in Italia le 4:56. Ma la diretta con era cominciata molto prima, condotta da Tito Stagno in Italia e da Ruggero Orlando via Satellite proprio da Huston. I genovesi si schierarono in piena notte davanti a 80 mila tv accese, con le finestre dei palazzi che in tutta la città erano illuminate dalla luce degli schermi in bianco e nero.

Lo racconta un ritaglio del Secolo XIX del giorno dopo, 22 luglio 1969 (di cui co ha fatto dono Giacomo Vallarino, che ringraziamo). Dove si legge che tutta la città si è fermata quanto e più che se fosse stata una finale dei mondiali: nessuno per strada, nessuno al cinema, eventi – come un torneo di calcio al Palasport – deserti. Persino l’attività dei ladri si fermò fino alle 9 del mattino, quando riprese con un furto alla sede Psi di Pegli. Tutti davanti al piccolo schermo ad aspettare di assistere a quell’evento epico che oggi qualcuno mette persino in discussione. All’epoca no. All’epoca si guardava un po’ alla mezza luna visibile in cielo dalla finestra e un po’ alla tv, grati di poter assistere grazie ai satelliti a una cosa che accadeva così lontano.
I più passarono la notte in bianco, accendendo il televisore alle 2, tanto che ci fu uno sbalzo da 100 mila a 120 mila chilowatt per 60 mila genovesi che schacciavano in sincrono il pulsante di accensione, fremendo poi per gli interminabili secondo in cui le valvole impiegavano a far arrivare l’immagine al tubo catodico. 20 mila chilowatt era quanto consumavano esattamente 60 mila apparecchi, che si univano ai 20 mila normalmente già accesi a quell’ora. Si calcolò che col naso incollato allo schermo ci furono 300 mila su 841.841 genovesi: più di un terzo.

Negli articolo di quei giorni si legge la speranza per le possibili scopette scientifiche e la speranza di fare della Luna, un giorno, una meta turistica. Ci sono anche i primi nati dell’era “post allunaggio”, numeri da boom demografico. 8 maschi e 3 le femmine nati tra l’atterraggio del Lem e la fine della passeggiata lunare. Al Celesia, si legge nel ritaglio dove l’articolo è incompleto, sono nati Maurizio Pastorino e Gianluca Facco ai quali, se ci leggono, facciamo gli auguri.

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