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Abitanti “fantasma”, task force con polizia locale ed Entrate per scovare gli affitti in nero nei vicoli

Case-dormitorio subaffittate, dove abita anche la manovalanza dello spaccio, Garassino annuncia controlli a tappeto da settembre. Nel mirino: i proprietari
E ad agosto partiranno le operazioni congiunte cantunè-forze dell’ordine-Amiu per le zone più degradate dei carruggi

C’è una folla invisibile che si muove nella città vecchia, più in certe zone che in altre. Quasi per nulla nella parte est più vicina a De Ferrari, più nell’ex ghetto e alla Maddalena, ad esempio. Persone senza permesso di soggiorno oppure che, comunque, non vogliono far sapere di essere qui, magari perché sono ricercata per scontare pene in pendenza. Sono facile preda della malavita, non di rado diventano pusher o per il guadagno “facile” o per sopravvivere.

La situazione

Ci sono case, spesso in pessime condizioni, che funzionano come albergo “sommerso”. Ufficialmente col contratto d’affitto intestato a una persona regolare, che però spesso non è più in Italia. Però continua a pagare l’affitto a un proprietario che non sa o, più spesso, non vuole sapere cosa accade nel suo appartamento. Che finge di non sapere perché ci sia chi gli paga una pigione così alta (magari in parte in nero) rispetto al reale valore dell’immobile: gli è comodo così perché affittando a una famiglia italiana o straniera, a studenti, a pensionati, la casa dovrebbe ristrutturarla e renderla decorosa. Invece non spende un euro per i lavori e incassa tanto. Nella stragrande maggioranza dei casi questo proprietario è italiano e magari ha più appartamenti affittati in questo modo. Dentro le case abitano anche 20 persone che pagano in ragione del numero di notti per cui occupa una delle brande, con sconti per i periodi di permanenza più lunghi. Spesso negli appartamenti di questo genere ci sono problemi di igiene e sicurezza perché manca il contratto per l’acqua corrente (dai consumi si capirebbe quanti sono a vivere sotto lo stesso tetto) e per il gas, tanto che ogni camera ha una o più stufette con altrettante bombole: una potenziale bomba a orologeria che, come accadde in un dicembre di qualche anno fa in via Pre’, rischia di scoppiare.

Il progetto

Il progetto pilota è stato ideato dall’assessorato alla Sicurezza del Comune. Lo spiega l’assessore Stefano Garassino che lo ha illustrato ieri al prefetto Fiamma Spena al tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza: <L’urgenza è quella di incidere sugli affitti in nero che incentivano l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali degli stranieri senza permesso di soggiorno che spesso vengono avviati allo spaccio – spiega -. L’obiettivo è individuare i proprietari, sciacalli che approfittano della situazione per arricchirsi, magari evadendo anche le tasse. Tenteremo anche di sequestrare gli immobili dormitorio. Lavoreremo con l’Agenzia del Territorio, l’Agenzia delle Entrate, Iren e Amiu per incrociare i dati. Per la polizia locale saranno impegnati gli agenti del I distretto territoriale e il Noa. Incominceremo a settembre. Non lo abbiamo fatto prima perché il personale della polizia locale era impegnato con l’emergenza del ponte. Ora possiamo partire con un esperimento pilota che potrebbe diventare la laboratorio nazionale per l’emersione degli invisibili in tutta Italia>.

Interventi a breve termine

La task force contro gli affitti in nero è la parte a medio termine del progetto. A breve, all’inizio di agosto, partiranno invece le azioni mirate sulle aree più difficili del centro storico (come Maddalena, San Luca, via del Campo e aree limitrofe) con pattugliamenti serrati di polizia locale e forze dell’ordine (Garassino ha chiesto e ottenuto dal Prefetto uno sforzo mirato), ma anche l’impegno di Amiu per lavaggi quotidiani e ripetuti. Questa parte del progetto sarà quindi portata avanti con l’assessore Matteo Campora, ma anche con la collaborazione degli assessori al Commercio Paola Bordilli, ai Lavori Pubblici Paolo Fanghella e all’Urbanistica Simonetta Cenci. Sarà illustrato nel dettaglio nei prossimi giorni.

Interventi a lungo termine

Stefano Garassino

Sarà replicato in altre zone, tra le quali quella di San Luca e vico Mele, che sarà la prima, l’intervento in collaborazione con commerciati e proprietari delle case già portato avanti in Sottoripa. Previsti restyling, illuminazione a led, videosorveglianza. <Importantissima l’azione su negozi e pubblici esercizi – dice Garassino -. In Sottoripa, ad esempio, il pressing ha portato alla chiusura definitiva di due esercizi che funzionavano da calamita alle peggiori frequentazioni e che sono stati più volte sanzionati e oggetto di diverse sospensioni temporanee delle licenze. Almeno il 50% delle criticità si è risolto così>. Saranno usati fondi degli assessorati, fondi destinati dal ministero dell’Interno alla riqualificazione urbana ma, conclude Garassino, pensiamo anche a iniziative in project financing>.

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