Ponte Morandi 

40 minuti di ritardo dell’esplosione, la storia dei due stranieri che non avevano capito dello sgombero

Fratello e sorella nigeriani non sapevano della demolizione e i poliziotti hanno sudato 7 camicie per farli uscire da casa

Momenti di suspence questa mattina nella cabina di regia dell’esplosione. La quasi totalità delle 3.300 persone che risiedono nell’area dei 300 metri, la zona rossa della detonazione, aveva abbandonato le proprie case entro le 7:30, con mezz’ora di anticipo. <Tre dei quattro quadranti in cui è stata divisa la zona erano liberi> spiega Sergio Gambino, consigliere delegato alla protezione civile del Comune. Nella zona del Campasso, però, la polizia di Stato, che aveva l’incarico di sorvegliare che gli appartamenti della zona fossero vuoti, dubitava che due case fossero state evacuate. Una è stata poi scoperta essere vuota Nell’altra, in via Spaventa, si vedevano muovere delle ombre dietro le finestre. all’ultimo piano. Si è reso così necessario fermare il conto alla rovescia del detonatore. Un funzionario di polizia ha ripetutamente suonato e bussato, ma nessuno ha aperto e nella casa c’era silenzio. Si è pensato che le persone fossero uscite nel frattempo, ma poco dopo sono ricompare le ombre alle finestre. Allora i poliziotti si sono attaccati al citofono. Dopo poco è comparsa una donna nigeriana che in inglese ha detto che c’era ancora il fratello. Così i poliziotti si sono messi a chiamare l’uomo per nome e, dopo un po”, lo straniero, con molta calma, ha fatto capolino dalla porta. I due, che non capiscono una parola di Italiano (e per questo non avevano capito di dover evacuare) sono stati portati in zona sicura. In questo modo si sono persi i 40 minuti tra l’ora prevista e l’ora reale dell’esplosione.

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