Politica 

Domani la parata di San Giovanni della Città di Sotto

Domani, domenica 23 giugno, ci sarà anche la ormai tradizionale parata di San Giovanni della Città di Sotto organizzata dai centri sociali Aut Aut e Buridda. Raduno alle ore 19:30 in piazza Sarzano. <Portate strumenti musicali e attrezzi da giocoleria, lasciate a casa perbenismo e indifferenza!
Costruiamo assieme una genova accogliente e solidale, indecorosa e libera, antirazzista, antisessista e antifascista!> dicono gli organizzatori. Ecco il messaggio diffuso dagli organizzatori nella pagina dell’evento.

Dicono di voler costruire una #GenovaMeravigliosa.
Meravigliosamente pulita: dove pulizia corrisponde all’eliminazione di tutto ciò che può disturbare la vista dei benpensanti, che siano le scritte sui muri, i migranti per strada o i poveri che rovistano nella rumenta. Dove pulizia significa sempre più polizia e divise mimetiche per le strade.
Meravigliosamente silenziosa: svuotata di qualsiasi socialità che non passi per il consumo, pacificata da qualsiasi voce di dissenso e di resistenza.
Meravigliosamente ordinata: una città dove a guidare i passi dei turisti siano tappeti rossi e girandole colorate, una città da attraversare e non da vivere, o da lasciar vivere solo a chi paga e consuma. Una città sfavillante e fasulla, uguale a tante altre, privata della sua storia, della sua anima, di qualsiasi anomalia.
Una città meravigliosamente decorosa, dove il decoro si realizza a colpi di ordinanze che proibiscono, vietano, reprimono, svuotano le strade della loro vita. Dove dicono di combattere il degrado, ma in realtà fanno la guerra ai poveri.
Una città meravigliosamente morta.Vogliono uccidere Genova, perché Genova non gli è mai piaciuta: la Genova antifascista, antisessista e antirazzista, la Genova che resiste, accoglie e lotta.
Genova che non ha mai accettato di essere venduta sul bancone dei souvenir. Perchè Genova è molto più di un luna park scintillante, rifiuta di essere tirata a lucido per impressionare i curiosi, d’esser venduta affinché i soliti pochi possano riempirsi le tasche.
Genova, cartomante dall’essenza ribelle, sa leggere tra le righe, sa bene quanto il turismo mordi e fuggi, fatto di lunghe code dietro a un ombrellino, non sia un vero incontro, sa bene che degrado non è chi occupa le case, ma è chi specula sul lasciarne vuote a migliaia, sa che degrado non è chi arriva nel nostro paese per migliorare la propria vita, ma chi predica odio razziale.
Genova sa che degrado non è chi è povero, ma chi continua a diminuire i fondi per il welfare e i servizi sociali, sa che degrado non è chi arriva nel nostro paese per migliorare la propria vita, ma chi predica odio razziale, sa che degrado non sono le scritte sui muri, ma una città grigia, muta ed uguale ad altre migliaia.
Il gioco è truccato e Genova volta le carte e risponde rivolta. Se il loro decoro significa moralismo, repressione e guerra ai più deboli, siamo cert* che la Genova migliore sia quella indecorosa e libera, dove ancora esiste la solidarietà, dove si lotta per i propri diritti e non per toglierne agli altri, quella che al silenzio e alle telecamere preferisce il suono di tante lingue diverse, quella che non stende tappeti rossi sulle sue strade, ma che le vuole vissute, luogo di incontro e condivisione.
Noi sappiamo che, nonostante i loro piani, questa Genova esiste ancora e resiste e vogliamo portare il fronte di questa resistenza nelle strade, con una parata rumorosa e indecorosa, che gridi forte che Genova meravigliosa è quella che si solleva contro i fascisti, quella che accoglie i migranti e chiunque sia in difficoltà, quella che si batte per i diritti sociali e civili di tutti, tutte e tuttu: una città meravigliosamente ribelle!
Vogliamo smontare l’urbanistica dei dissuasori e dei presidi militari, sostituendola con nuovi oggetti su cui sedersi o dondolarsi come atto di resistenza. Vogliamo panchine dove ci si possa sedere, parlare, mangiare, sdraiarsi, limonare.
Vogliamo una Genova pensata sulle esigenze di chi ci vive e di chi la vuole far vivere. Vogliamo incontrarci e ballare dove meno se lo aspettano, vogliamo immaginare e ridisegnare noi stess* il nostro futuro. Vogliamo veder crollare il loro castello di carte, strappargli quello che pensano sia già loro e invece è di tutt*!

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