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Maturità 2019: Ungaretti, Sciascia e l’eredità del Novecento

Prima prova dell’esame di Maturità, stamattina, nelle scuole italiane. Secondo le prime informazioni le tracce vedono protagonisti Giuseppe Ungaretti, Leonardo Sciascia e l’eredità del Novecento. Una delle tracce riguarda Gino Bartali, “Giusto tra le Nazioni”, e un’altra il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, martire dello Stato, ucciso dalla mafia.
Sono 5.686 i maturandi genovesi.

Al centro della tratta dedicata a Ungaretti la poesia “Il Porto Sepolto”

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto

Questa breve poesia porta il titolo della prima e omonima raccolta di Ungaretti, pubblicata a Udine nel 1916. La poesia, assieme alle altre del Porto sepolto, confluirà poi nella Allegria di naufragi del 1919 e poi nelle successive edizioni della raccolta, diventando una dele più note della poesia ungarettiana. Il titolo del componimento è fondamentale per comprendere il senso della poetica ungarettiana: il porto è infatti simbolo del viaggio introspettivo del poeta alla ricerca del mistero dell’essere umano.

Il tema relativo a Leonardo Sciascia è incentrato sull’opera “Il giorno della civetta”, romanzo terminato nel 1960 e pubblicato per la prima volta nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. Il racconto trae lo spunto dall’omicidio di Accursio Miraglia, un sindacalista comunista, avvenuto a Sciacca nel gennaio del 1947 ad opera della mafia di Cosa Nostra. Sciascia aveva già iniziato a scrivere di mafia nel 1957 recensendo il libro di Renato Candida, comandante dei carabinieri ad Agrigento, al quale si è ispirato per tratteggiare il personaggio del Capitano Bellodi, protagonista del romanzo.
La prima edizione venne anticipata sulla Rivista “Mondo Nuovo” del 9 ottobre 1960 e la prima edizione comparve con una “Nota” che dichiarava la verità sottintesa alla finzione del romanzo scritta in una libertà non piena ma significativa nei confronti di una letteratura che fino a quel momento aveva fornito della mafia una rappresentazione apologetica e di una società che, negli organi politici e d’informazione, ne negava addirittura l’esistenza.
Questo concetto sarà ribadito nell'”Avvertenza” dell’edizione scolastica del 1972.
Dal romanzo è tratto il film omonimo per la regia di Damiano Damiani.

Una delle tracce è dedicata a “Eredità” di Corrado Stajano, giornalista e scrittore. Il testo apre uno spaccato sulla storia del Novecento italiano, partendo dal 1939, periodo in cui nel nostro paese vigeva il regime fascista.

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