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Demolizione, l’assemblea a certosa. Fuoco di fila di domande a Bucci

I cittadini hanno chiesto chiarimenti, ma anche avanzato richieste. I commercianti chiedono il rimborso per l’ulteriore giornata persa. Le paure degli abitanti

Oltre 600 i presenti all’assemblea pubblica nel campo dell’abbazia di Certosa nel corso della quale il commissario straordinario e sindaco Marco Bucci, insieme al consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino e a Luciano Grasso, responsabile Ambiente e Sanità della struttura commissariale. All’ordine del giorno: le ricadute sul territorio della demolizione delle pile 10 e 11 del Ponte Morandi.
Bucci ha confermato che la data prevista per la detonazione è il 28, ma anche che si cercherà di anticipare al 27 perché, come aveva detto già stamattina, ogni giorno di ritardo è un giorno in più di disagi per la città, compresa la chiusura di via Fillak. Ha aggiunto che se ci fossero problemi per il prolungarsi delle operazioni e i cittadini che dovranno lasciare precauzionalmente le loro case il giorno dell’esplosione <è pronto un piano B>. In caso di non possibilità di rientro in casa, le famiglie con bambini sotto i 3 anni verranno trasferite presso strutture alberghiere mentre per tutti gli altri nei centri di accoglienza dove verrà montati il numero necessario di brandine sufficienti per tutti.
Gambino ha spiegato che la protezione civile sta passando in tutte le case per raccogliere le esigenze di tutti. In particolare saranno attenzionate le persone già note alla Asl e alle Politiche Sociali per le loro situazioni di fragilità. Queste persone saranno spostate in albergo con i mezzi delle pubbliche assistenze o di Amt la sera precedente alla demolizione.
Grasso ha invece spiegato che sul sito del Commissariato vengono pubblicate l’agenda di cantiere, tutte le analisi e le fasi della demolizione. Ha spiegato che sono stati affrontati il problema dell’amianto e delle polveri.
Una commerciante ha chiesto che tutti i negozi vengano compensati dell’ulteriore disagio e dei mancati incassi della chiusura il giorno della demolizione. Un’altro ha detto che allo stato attuale tutti i rimborsi previsti sono al momento bloccati, all’esame dell’avvocatura dello Stato. Bucci ha detto che sta chiedendo al Governo la possibilità di pensare anche alla compensazione della giornata della demolizione.
Una domanda ha chiesto di fare il punto sulle utenze. Bucci ha detto che chi dovrà lasciare, quel giorno, le proprie case dovrà staccarle tutte. in particolare, dovranno essere svuotati i congelatori per impedire che la merce marcisca.
Gli abitanti hanno espresso in più interventi la paura per le conseguenze dell’esplosione.

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