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Passeggiata dei Baci di Portofino, già arrivati i primi lucchetti coatti alla Moccia

In nemmeno una settimana sono già comparse sulle ringhiere del sentiero che porta alla Piazzetta le prime mini serrature contro cui i Comuni di tutto il mondo hanno ingaggiato una guerra perché quando diventano troppe fanno crollare spallette, danneggiano monumenti e fanno schiantare lampioni

L’amore al tempo dei tag, dei like e dei… lucchetti. Inaugurata solo l’8 giugno scorso, a distanza di una settimana, la Passeggiata dei Baci ha già cominciato a raccogliere le promesse di amore eterno più care ai ferramenta, quelle, un po’ coatte (la moda è nata a Roma, sul ponte Milvio diventato in poco un ammasso di ferro e ruggine) suggellate dalle serrature portatili. Messe al bando da moltissime amministrazioni, vietate a Parigi, portate via da ponti e lampioni a Roma, dove, col loro peso (si moltiplicano a vista d’occhio e come ne arriva una ne arrivano dieci, cento, mille) hanno devastato tutte le cose a cui sono stati appese.

Dalla trasposizione cinematografica del libro di Federico Moccia, “Tre metri sopra il cielo” (fino a quel momento una delle opere editoriali più ignorate del panorama editoriale, a nostro parere non a torto) che ha lanciato la moda di suggellare le storie d’amore “lucchettandole” ovunque ci sia una grata, una ringhiera o un lampione vista mare o vista fiume, il business di produttori e commercianti di lucchetti si è moltiplicato e ingigantito creando anche edizioni squisitamente kitsch, destinate all’uso specifico.
Mentre la popolarità di Moccia saliva, crollavano pezzi di ponti e monumenti dove le mini serrature venivano fissate a grappoli. È successo a Roma e a Parigi, appunto, motivo per cui è arrivato il divieto della Mairie della capitale francese che ha messo al bando il pegno d’amore metallico e nella capitale dove il Comune ha dovuto affrontare il linciaggio sui social per la decisione di sradicare via gli ammassi ferrosi che, in barba a sicurezza ed estetica urbana, Moccia ha difeso invece a spada tratta e senza la minima traccia di rimorso in diverse interviste datate 2014. Ma le cattive abitudini, si sa, sono quelle che si diffondo più velocemente: la moda ha superato ogni confine arrivando fino in Cina e anche lì le autorità hanno il loro bel daffare a staccare serrature da qualcuno ritenute simboliche e romantiche.
Ma come s’è passati, a Portofino, dalla Dolce Vita e dall'”Ho scritto t’amo sulla sabbia” (canzone degli anni Sessanta di Franco IV e Franco I) al pegno d’amore coatto e luchettaro in stile Moccia, il produttore di libri che ha reinventato il trash-popolar-romantico e che è stato definito dagli studenti dell’Università La Sapienza “l’anti letteratura”? L’ammiccamento ruffiano nella scelta del nome, evidentemente azzeccato, ha passato un messaggio immediato colto in fretta e fin troppo alla lettera. E in meno di una settimana sono arrivati i primi lucchetti, alcuni, appunto, a forma di cuore. Così, travolti dalla passione e dall’estremo romanticismo del luogo, in tanti hanno pensato di non limitarsi al selfie da publicare sui social con l’hashtag #portofinokisses mentre percorrevano l’incantevole sentiero di un chilometro e mezzo che dalla Porta di Levante a Paraggi porta fin sotto il campanile della Chiesa di Divo Martino, a due passi dalla celebre Piazzetta dove Richard Burton e Liz Taylor vissero alcuni dei momenti più paparazzati del loro amore che fu folle, tempestoso ed epico. E tutto questo senza che passassero prima dal ferramenta.

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One thought on “Passeggiata dei Baci di Portofino, già arrivati i primi lucchetti coatti alla Moccia”

  1. Più che altro fare guerra agl’imbecilli. Ma sono in crescita veriginosa, vinceranno sempre.
    Ci meritiamo il megeorite….

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