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Il Sindaco sul giornalista ferito: “Polizia attaccata, ci va di mezzo chi non c’entra. Però se uno è lì è lì”

Nessun comunicato ufficiale di solidarietà
Camera del Lavoro, Anpi, Arci, Libera, Comunità di San Benedetto al Porto: <Bucci si ricordi di essere il Sindaco di tutti i genovesi>
Intanto Salvini dice: <Ogni volta che scendono in piazza i centri sociali succedono violenze Stiamo studiando qualcosa per evitarle>

<Non è tollerabile attaccare la polizia, lo dico chiaro e tondo, i cittadini non devono attaccare la polizia, altrimenti si crea un sistema che non funziona. E in situazioni del genere si possono verificare cose che non devono succedere e possono essere coinvolte persone che non c’entrano, come nel caso del giornalista ferito. Però se uno è lì è lì, è ovvio. Queste cose devono essere gestite in maniera intelligente>. Liquida così, il sindaco Marco Bucci, il pestaggio al giornalista di di Repubblica Stefano Origone. Non un comunicato ufficiale di solidarietà al collega di Repubblica a cui sono state rotte due dita di una mano e una costola e che porta sul corpo i segni delle suole degli anfibi e dei manganelli della polizia e che è stato salvato da peggiori conseguenze proprio da un ispettore di polizia genovese che s’è gettato addosso a lui per fagli scudo col suo corpo.
Il primo cittadino non ha nemmeno ritenuti opportuno nemmeno scrivere un post su Facebook per manifestare la solidarietà al giornalista brutalmente pestato mentre stava svolgendo il suo lavoro, come ha invece fatto il presidente della Regione Giovanni Toti, anche lui giornalista, che è andato a trovare il collega al Galliera senza peraltro far mancare la propria solidarietà anche alle forze dell’ordine attaccate dagli antagonisti.
Bucci, stamane, ha provato a chiamare Origone per informarsi circa le sue condizioni di salute.

<Bucci si ricordi di essere il Sindaco di tutti i genovesi> commentano Camera del Lavoro, Anpi, Arci, Libera, Comunità di San Benedetto al Porto che si dicono sono <profondamente amareggiate per quanto è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri in città e rinnovano la propria solidarietà al giornalista ferito e ai contusi>
<Quello che è successo ieri, a partire dalla gestione dell’ordine pubblico, come già accaduto in altre piazze d’Italia, è il risultato di un clima di tensione sempre più forte – dicono le associazioni -. Autorizzare il comizio conclusivo di CasaPound a Genova e scegliere la chiusa e centrale piazza Marsala, è stato un atto che non si sarebbe dovuto compiere. La tradizione antifascista di Genova, non è un sentimento di circostanza: la città ha pagato un prezzo altissimo alla dittatura e poi all’occupazione nazifascista. Le deportazioni di migliaia di cittadini, rei di essere uomini in età da lavoro come gli operai o di essere ebrei, le torture e i rastrellamenti e tutto quello che ha portato con sé la follia prima fascista e poi nazista non sono fatti che si possono o si devono dimenticare. La nostra storia è questa e il concetto deve essere chiaro a tutti, a partire dalle istituzioni. Siamo profondamente, e ancora una volta, delusi dal comportamento del Sindaco che cerca di applicare, senza risultati, una vecchia e logora pratica gattopardesca. Casi come quelli del gennaio 2018 accaduti in Consiglio comunale sulla concessione di spazi pubblici, o il mancato patrocinio del gay pride o ancora la diffida al VII Municipio Ponente, sono solo alcuni esempi dell’operato del Sindaco>.
<È giunto il momento che il Sindaco si assuma la responsabilità di essere il sindaco di tutti i cittadini, di ricordarsi che amministra una città che con il suo sacrificio ha contribuito non solo alla conquista, ma a difendere i valori democratici contenuti nella Costituzione – proseguono Camera del Lavoro, Anpi, Arci, Libera, Comunità di San Benedetto al Porto -. Per questi motivi chiediamo al Sindaco di rileggersi e mettere in pratica quanto approvato dalla sua stessa Giunta in data 23 gennaio 2018 rispetto al valori antifascisti e dei principi della Costituzione repubblicana e dove il Sindaco e la Giunta sono impegnati a “non concedere spazi o suolo pubblici a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione […] professando e/o praticando comportamenti fascisti, violenti, sovversivi o finalizzati a terrorismo o eversione dell’ordine democratico, integralisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti>.

Intanto il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini, a margine di un comizio elettorale in Lombardia, ha detto: <Ho sentito il Questore di Genova: non è possibile che ogni volta che scendono in piazza i centri sociali ci siano violenze. Stiamo studiando qualcosa per evitare questi fatti. Non è possibile che ci siano poliziotti e carabinieri perennemente aggrediti gente che va in giro con i caschi, con le spranghe, con gli spray, con i bastoni, a volto coperto>

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