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Cambio di vertice-lampo nei distretti di polizia locale, giallo tra Valpolcevera e Ponente

Episodio (quantomeno) curioso di cambio della guardia ai vertici di tre distretti di polizia locale. Non mutano i nomi, ma cambiano le collocazioni di tre commissari scelti appena ieri.
Ieri sera i comandati di distretti e reparti e quelli del comando avevano già firmato, in seguito alla decisione del comandante Gianluca Giurato al termine dei colloqui con i commissari che si erano candidati.
Stamattina tre di loro erano già stati spostati.
In origine, Roberto Rogna, già titolare di posizione organizzativa delle Rimozioni prima e del VI distretto poi, punta di diamante dell’ex comandante Tinella (all’epoca era stato in odor di nomina al I distretto, quello del centro, il più prestigioso, ma nel frattempo cambiò la giunta) e alle ultime nomine prima di quelle di ieri escluso dalle posizioni organizzative, era stato destinato al V distretto, quello della Valpolcevera, quello che con una parte del Centro Ovest ha sopportato il maggior peso della tragedia del Ponte Morandi e, in più, con poco personale – in connessione con la quantità di popolazione residente, ma su un territorio vastissimo e, oggi, martoriato – e per la maggior parte in là con gli anni salvo i nuovi assunti che, ovviamente, stanno ancora imparando il mestiere. Insomma, un distretto faticoso, per il quale quasi mai nessuno, in passato, ha fatto domanda.
L’ex responsabile del V distretto, Mauro Badi, era stato destinato al distretto VII, quello di Ponente (Voltri, Pra’, Pegli). Il precedente comandante, Giacomo Maniscalco è stato nominato a capo del III distretto (Marassi e San Fruttuoso) in base alle preferenze espresse.
Al VI distretto (Sestri e Cornigliano) che pochi giorni prima aveva visto la scomparsa prematura del responsabile, Mauro Ferri, era stato destinato Roberto Barbazza, new entry tra le posizioni organizzative.
Stamane le 3 posizioni sono state rimescolate: Badi è tornato al V distretto, Barbazza è stato destinato al VII mentre Rogna è stato collocato al VI.
Bocche cucite al Matitone sulle ragioni del cambio deciso in una manciata di ore. L’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino spiega che, com’è previsto e doveroso, non si è interessato degli incarichi nel Corpo: la politica può, infatti, fissare gli obiettivi e pretenderne il raggiungimento, ma non influenzare le modalità che spettano sempre al Comandante, compresa la nomina degli incarichi di sua fiducia.
“Radio Vigili” (cioè le voci che girano tra i circa mille dipendenti del corpo) parlano di una richiesta pressante proveniente dal territorio del Medio Ponente al sindaco Marco Bucci. È la verità? Crediamo di no. Crediamo che non sia così, perché altrimenti sarebbe davvero una brutta pagina.

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