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Nave Bahri Yanbu, sindacati spaccati. Uiltrasporti: “Serve discussione ampia, non sotto elezioni”

Il segretario regionale Roberto Gulli: <Tutti i dipendenti del terminal sono al lavoro> <Siamo contro la guerra. Se vogliamo bloccare tutte le navi che trasportano armi nel porto di Genova serve discussione ampia e seria che valga per ogni nave e per l’intero porto>

La protesta contro la nave saudita Bahri Yanbu non è un fronte unanime, stanno quindi avanzando le procedure di carico. Il termometro della situazione lo danno la totale presenza in servizio di tutti i lavoratori del terminal Gmt dove la nave è approdata e lo striscione del Calp, Collettivo Autonomo lavoratori portuali, che contesta la posizione di Cisl e Uil che non hanno aderito alla “chiamata” del collettivo stesso.

La manifestazione è cominciata. Insieme al Calp aderiscono Cgil e Culmv, ma pare che nemmeno tutti i lavoratori della Compagnia abbiano aderito alla protesta mettendosi in sciopero.

<Prima di tutto voglio dire che aderiamo ai principi, siamo contro la guerra e contro ogni atto che metta in pericolo la vita di esseri umani – chiarisce Roberto Gulli, segretario Uiltrasporti -. Vogliamo una discussione approfondita, che riguardi tutto il porto. dobbiamo valutare tutti assieme, tutti i sindacati e tutti i lavoratori, se bloccare il carico di ogni nave che trasporti armi, non una sola e sotto elezioni. La Bahri Yanbu è già stata in porto a Genova in passato, ha caricato carri armati, ma nessuno ha detto niente. Se scegliamo di bloccare i carichi militari dobbiamo farlo sapendo che questo potrebbe causare problemi ai traffici. Dobbiamo anche bloccare i treni su cui viaggiano i carri armati. Da questi paesi l’Italia importa petrolio. È una questione di scelta che ha diversi risvolti e va fatta tutti assieme: siamo disponibili a una discussione serena>.
Gulli, che dice di aver ricevuto stamattina due telefonate anonime, spiega di essere stato “chiamato allo sciopero” e che nessun confronto è stato avviato: <Non è stato discusso né concertato niente. Abbiamo ricevuto assicurazioni dalla Prefettura che in carico a Genova non ci sono armi. I generatori in carico potrebbero sì alimentare una base missilistica, ma anche una cucina da campo o un ospedale da campo. Detto questo, oggi non vengono caricate armi a Genova, come invece è successo in passato, anche su questa nave. Siamo contro il commercio di armi dirette verso paesi che opprimono altri paesi: serve una discussione approfondita, seria, a bocce ferme, che valga per tutto il porto e tutte le navi. Vogliamo discutere anche dei rifiuti che vengono mandati in Africa, tema altrettanto importante>.

La manifestazione

Al presidio stanno partecipando pacifisti storici, Amnesty International, Arci, alcuni lavoratori della Filt Cgil. Gli striscioni recitano “No alla Guerra”, “Porti chiusi alla guerra, porti aperti ai migranti”, ma ci sono anche slogan che contestano il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini.

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