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In centomila alla Sagra del Pesce di Camogli

Edizione ecosostenibile per l’utilizzo di materiali (vaschette, bicchieri, tovagliolini) totalmente compostabili. Inoltre, per la prima volta l’olio utilizzato (3 mila litri) diventerà biodiesel per autotrasporto

Successo annunciato per la Sagra del Pesce di Camogli, famosa per la sua frittura di pesce e per l’impressionante maxi padella impiegata, appuntamento attesissimo che, nonostante l’incertezza del meteo, ha convogliato nel borgo decine di migliaia di visitatori. Organizzata dal Comune e dalla Pro loco di Camogli ha regalato una giornata da ricordare e permesso di assaporare la frittura di pesce. Friol quest’anno ha festeggiato insieme alla città e ai suoi ospiti il traguardo dei 20 anni di sponsorizzazione.

Frittura nella maxi padella e non solo: presso lo stand gastronomico allestito dalla Pro loco in Largo Ido Battistone. Il via alla manifestazione è avvenuto con la  tradizionale benedizione della padella e dei pesci, intorno alle 9.15, a cura del Parroco di Camogli  don Danilo Dellepiane; a seguire, alla presenza delle autorità, si sono svolte le premiazioni consuete: Premio Camogli (Gruppo “U Dragun”), “Un Manifesto Per la Sagra del Pesce” (1°class. Alice Banfi,a seguire Adele Baldi e Riccardo Posadino (2° e 3° class.). “Premio del Pubblico” a Greta Baldi, sorella di Adele. 

La conduzione della premiazione è stata affidata a Rossella Galeotti, giornalista del Secolo XIX. Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, intorno alle 10.30 è iniziata la distribuzione del pesce.

Nel maxi padellone sono stati fritti ad arte almeno 30 quintali di pesce azzurro in oltre 3.000 litri di olio Friol. Da anni la Sagra rappresenta un importante momento di convivialità ed atmosfera: migliaia di ospiti provenienti da tutta Italia si sono messi come di consueto ordinatamente in fila per aggiudicarsi la vaschetta di pesce arrivato direttamente dai pescherecci, offerto dalla Cooperativa Pescatori di Camogli e da Martini & C., fritto ad arte e distribuito in più riprese grazie all’impegno dei molti volontari presenti. Si stimano intorno alle 100.000 le persone intervenute nei giorni della manifestazione gastronomica che vede quale sponsor da vent’anni Friol, l’olio specifico per friggere. Nel 2001 ha contribuito all’acquisto della nuova maxi padella in acciaio inox, entrata nel Guinness dei primati per la sua imponenza con i suoi 26 quintali di peso e tre metri e ottanta centimetri di diametro.

Oltre all’aspetto ecologico la Sagra ha un importante risvolto solidale: i proventi di quest’anno andranno all’Associazione no-profit “Mi nutro di vita”, impegnata nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare (www.minutrodivita.it). Con un modesto contributo di 6 euro i partecipanti hanno potuto ottenere la vaschetta colma di pesce fritto ed il piattino ricordo in ceramica, che raffigura il manifesto di questa edizione.

3000 litri di olio usato per friggere il pesce diventeranno biodisel

La Sagra, per la prima volta, si è svolta all’insegna della totale ecosostenibilità, con l’utilizzo di materiali (vaschette, bicchieri, tovagliolini ecc.) totalmente compostabili. Inoltre, sempre in un’ottica di sostenibilità e di attenzione per l’ambiente, quest’anno la Sagra si è arricchita di un nuovo partner. Si tratta di Eco.Energia, azienda fiorentina che, attraverso il progetto Olly, si occupa di raccogliere gli oli alimentari esausti di origine vegetale provenienti da utenze domestiche e commerciali, trasformando un rifiuto in un’importante risorsa, con un significativo risparmio economico-energetico. Quest’anno si provvederà, infatti, alla raccolta degli oltre 3.000 litri di olio Friol, impiegati per la maxi frittura, per trasformarli in una risorsa riutilizzabile quale il biodiesel per autotrasporto.

Oggi, grazie al sistema Olly, nel solo 2018 sono state raccolte da Ecoenergia circa 800 tonnellate di olio (+23% sul 2017) in Italia, grazie all’ampliamento del servizio e all’aggiudicazione di nuove gare. Salgono infatti a oltre 80 i Comuni su tutto il territorio nazionale che ad oggi adottano il sistema Olly con un incremento anche delle Regioni coinvolte. 
In linea con la strategia di crescita aziendale, Eco.Energia, infatti, nel corso del 2018 ha ampliato il raggio d’azione del servizio Olly a due nuove regioni italiane: la Campania e la Liguria appunto. Queste si vanno ad aggiungere alle altre che già utilizzano il sistema Olly tra le quali spiccano la Toscana, il Trentino Alto Adige, l’Umbria e il Lazio.

Nello specifico, in Liguria Olly è oggi attivo nel Comune di Lavagna con l’obiettivo di allargare il servizio di raccolta dell’olio anche in altri territori liguri limitrofi nei prossimi mesi attraverso un sistema che prevede il recupero degli oli alimentari esausti conferiti tramite un bidoncino giallo all’interno di vari Punti di Raccolta, detti “casine”, dislocati sul territorio di numerosi Comuni italiani e a cui è possibile accedere tramite una card nominativa.

Questo processo rientra in un circuito virtuoso di economia circolare che, da un lato, punta alla salvaguardia dell’ambiente e dall’altro produce, da uno scarto apparentemente inutile, biocarburante di alta qualità.
L’olio alimentare esausto, se disperso nell’ambiente, può infatti causare gravi danni al sottosuolo, alle reti fognarie e alle falde acquifere, può rendere inutilizzabili i pozzi di acqua potabile e può compromettere l’esistenza della flora e della fauna marina. Le circa 280.000 tonnellate di oli esausti da cucina prodotte ogni anno in Italia, di cui oltre il 50% da utenze domestiche, finiscono infatti ancora oggi in gran parte nel lavandino comportando un incremento dei costi di depurazione del sistema fognario a carico delle amministrazioni locali. Attraverso il suo recupero, invece, questo rifiuto può avere nuova vita nel biocarburante, con una riduzione del 70% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, nella cogenerazione, con lo sfruttamento dell’energia termica prodotta dal sistema, o nella produzione di bioasfalto. 

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