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Rissa e secchiate d’acido tra pusher, tre passanti ustionati a pochi metri da San Lorenzo

Da tempo abitanti e commercianti denunciano la situazione, ma nulla è stato fatto (dopo l’arresto di un uomo da parte della polizia locale di una ventina di giorni fa) per fermare la criminalità che ora è letteralmente padrona del quartiere

L’incrocio tra i due Canneto è l’epicentro: stavolta la rissa, con magrebini che si inseguivano armati di coltello e si massacravano di botte è finita a secchiate d’acido addosso ai passanti. Tre gli ustionati, tra i quali uno più grave, perché la sostanza corrosiva gli ha raggiunto il volto. Tutto in una strada che interseca San Lorenzo, ricca di negozi, di giorno piena di turisti e residenti. Si poteva evitare? Certo, se solo i disperati appelli degli abitanti fossero stati ascoltati. E invece non è successo. Nel giro di meno di un mese la situazione è andata completamente fuori controllo, spiegano i commercianti che stanno tutto il giorno con gli occhi puntati sulla strada, che chiedono aiuto come quando, una ventina di giorni fa, è stata la polizia locale ad arrestare un uomo che dopo essersi picchiato con un altro, si è rifugiato in un negozio di parrucchiere di piazza Stella e lì aveva afferrato un oggetto tagliente col quale si era autolesionato. È successo qualcosa? No. È la situazione è andata peggiorando ogni giorno di più. Gli abitanti e i commercianti della zona del quartiere denunciavano che dopo una breve tregua seguita al pugno di ferro messo in atto dalle forze dell’ordine dopo una rissa a coltellate, qualche anno fa, la situazione era tornata proprio come prima, con i pusher (gli stessi) a sfidarsi metro per metro, le continue liti, principi di rissa, sfide all’arma bianca e a cazzotti tra gli spacciatori maghrebini e quelli centro africani o tra bande di identica provenienza. Il pressing delle forze dell’ordie sulla zona di Pre’, su quella della Maddalena, su quella di Sottoripa ha spinto tutti i pusher, divisi in bande, tra Canneto il Lungo all’incrocio con canneto il Curto, vico dei Mattoni Rossi, vico Caprettari, piazza Stella, piazza San Giorgio, via delle Grazie (dove il locale ecopunto viene utilizzato puntualmente come zona di spaccio come segnalato dai residenti e persino scritto da noi su GenovaQuotidiana, nero su bianco), il tratto basso di via San Bernardo. Gli abitanti segnalano anche un via vai nei palazzi della zona di via San Bernardo. Lo denunciano da tempo. Eppure nulla è stato fatto nella zona della “rive gauche” per impedire il nuovo episodio di violenza. Del tutto prevedibile. Come all’ordine del giorno è lo spaccio. <Qui stazionano gruppi di stranieri tutto il giorno e di notte – dice un abitante che vuole rimanere anonimo perché ha paura -. Sono sempre gli stessi. Entrano ed escono dalla galera. E quando escono tornano qui. E da un po’ di tempo il loro comportamento è più aggressivo perché non vengono limitati, non c’è alcun controllo. Qui possono fare quello che vogliono e lo sanno. Sembra che questa zona sia stata dimenticata dalle forze dell’ordine. Ci sarebbero le telecamere, ma c’è stato detto che non funzionano>. Sono troppe le telecamere che non funzionano nel centro storico. Il vero problema non è installarle per pubblicare su Facebook che è stato fatto, ma garantirne la manutenzione. Che gran parte della rete non funzioni è il segreto di Pulcinella. Lo sanno tutti, soprattutto i pusher. Così l’inferno si è comodamente insediato nell’aria che interseca quella della movida, dove si muovono i pusher, dove i ragazzi ubriachi nel fine settimana gridano, vomitano, si spintonano, si ubriacano, vengono borseggiati degli stessi spacciatori, comprano la droga sotto gli occhi di tutti. A pochi, pochissimi metri da dove la politica fa passerella, Piazza de Ferrari e il porto antico, ancora più vicino e ai luoghi super controllati dalle forze dell’ordine come via San Lorenzo, Sottoripa, a piazza Caricamento,, I pusher accendono ogni giorno una lite, che qualche volta diventa rissa, e questa sera è finita a secchiate d’acido tra la gente che faceva la spesa nei negozi di alimentari della zona. E qui che le chiacchiere e i proclami si infrangono contro un muro di criminalità lasciata agire a proprio piacimento Nonostante le ripetute denunce di abitanti e negozianti.

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