Cronaca 

L’omicidio del killer di mafia pentito, a sparare è stata una pistola calibro 38

E stato proprio un colpo di pistola alla nuca ad uccidere Orazio Pino, per i suoi clienti di Chiavari gioielliere e compraoro, per la giustizia mafioso, killer di Cosa Nostra, spacciatore sin da quando era ragazzino, infine pentito che ha consentito di incastrare decine di complici e per questo ha ottenuto la protezione dello Stato. Arrivato con la famiglia dalla Sicilia una ventina di anni fa, aveva rifiutato di cambiare il nome come è consentito ai pentiti. Nel 2012 è uscito dal programma di protezione per ottenere la somma con cui ha aperto l’oreficeria nel carruggio di Chiavari. L’autopsia ha permesso di estrarre dal cranio un proiettile calibro 38 (e non 22 come si era ipotizzato a causa dal foto piccolo e preciso rilevato sulla nuca). Il colpo è stato sparato da due metri di distanza. Nonostante i trascorsi di assassino di mafia, Orazio non sarebbe stato vittima di una vendetta delle persone che ha mandato in carcere. La squadra mobile della questura di genova sta stringendo il cerchio attorno alle frequentazioni attuali dell’uomo. È stata effettuata la prova dello stub ai familiari ed ad alcune persone che avevano avuto di recente rapporti con lui. Tra questi, l’ex socia in affari e amante del sessantaduenne (e non settantenne come precedentemente scritto). La donna, una colombiana, lo aveva denunciato per il furto di alcuni gioielli. Lo stub è in grado di individuare tracce di polvere pirica sulle mani di chi abbia recentemente esploso un colpo di pistola.

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