Ponte, Autorità anticorruzione e Commissariato: botta e risposta tra Terrile e la Struttura
Era stato ieri il consigliere Pd Alessandro Terrile ad annunciare un’interrogazione a proposito dell’accordo tra il Commissariato straordinario per la ricostruzione e Anac, autorità nazionale anti corruzione, chiedendo se fosse vero che nessun atto fosse arrivato al vaglio e se l’accordo fosse stato rescisso. Gli risponde oggi la struttura del Commissariato Straordinario: <Ordinaria scadenza trimestrale. Nessun atto della tipologia prevista effettuato nel frattempo. Il commissario Bucci ha piacere e interesse a proseguire la collaborazione con Anac>
<Il 7 dicembre scorso – ha detto Terrile – il Commissario Bucci e il Presidente dell’ANAC Cantone firmarono un protocollo d’intesa anticorruzione per la demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi. Il Commissario si era impegnato a sottoporre al vaglio di ANAC gli affidamenti diretti superiori a 40.000 euro, le procedure negoziate di servizi o forniture superiori a 100.000 euro, le procedure negoziate di lavori superiori a 200.000 euro, le varianti superiori ai 100.000 euro, i contratti di sponsorizzazione. Considerata l’urgenza della ricostruzione, ANAC si è era impegnata a esprimere un parere entro due giorni lavorativi dalla ricezione degli atti. A margine dell’accordo Bucci dichiarò “C’è piena sintonia e totale volontà di lavorare assieme. Riteniamo indispensabili i controlli antimafia e abbiamo convenuto che l’Anac lavorerà in parallelo con la struttura commissariale per assicurare un presidio di legalità contro il rischio di infiltrazioni criminali e il verificarsi di illeciti”. Ma cosa è successo dopo? Sembra che da allora nessuna verifica sia stata richiesta in via preventiva all’ANAC dalla struttura commissariale. E che gli atti siano stati trasmessi all’autorità anticorruzione solo dopo essere stati adottati e pubblicati sul sito, quindi con nessuna possibilità di intervento o di modifica. Da notizie apparse sulla stampa – Stefano Feltri, sul Fatto Quotidiano del 6 aprile – si apprende che il 19 marzo scorso ANAC avrebbe deliberato la risoluzione del protocollo di collaborazione per la ricostruzione del viadotto Polcevera. Che fine ha fatto il protocollo di collaborazione con ANAC? Perché gli affidamenti superiori alle soglie previste dall’accordo non sono stati inviati preventivamente ad ANAC come sottoscritto a dicembre dal Commissario? È ancora una priorità la lotta alla corruzione e all’infiltrazione criminale?>.
Oggi il Commissariato risponde così
<In merito alla determinazione adottata in data 13 marzo da Anac, con la quale la stessa Autority avrebbe deliberato la risoluzione del protocollo sottoscritto il 7 dicembre 2018, pare opportuno preliminarmente chiarire che il Commissario Straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera ha particolare piacere e interesse a proseguire la collaborazione con Anac, come per altro già comunicato in un recente colloquio tra il commissario Marco Bucci e il presidente Raffaele Cantone, per quanto riguarda anche le attività che l’Autorità di sistema Portuale dovrà eseguire come da decreto n° 2/2019 – si legge nella nota odierna del Commissariato -. Inoltre si specifica che il protocollo prevedeva una ordinaria scadenza trimestrale qualora non fossero stati richiesti interventi da parte del Commissario, in relazione a procedure di affidamento instaurate dopo la stipula del protocollo avvenuta il 7 dicembre us, sulle quali l’Anac avrebbe dovuto effettuare la vigilanza collaborativa in via preventiva all’adozione degli stessi atti. In effetti nessun atto di tale tipologia è stato emesso in tale periodo dal Commissario, e quindi nessun inoltro poteva essere fatto. L’attività in corso era infatti riferita a procedure di affidamento già definite in epoca precedente alla stipula dello stesso Protocollo, nei cui confronti quindi non si sarebbe potuto procedere in via preventiva, alla tipologia di verifica dell’Anac prevista. Per altro, di tale attività è stata comunque data piena e costante informativa all’Anac con inoltro degli atti e dei documenti relativi e con pieno recepimento delle osservazioni che l’Autorità ha ritenuto di formulare. Il Decreto Genova, inoltre, prevede che tutta la normativa antimafia rientri nell’esclusiva competenza diretta della Prefettura di Genova, con la quale è allo stato attuale attivo uno specifico Protocollo, stipulato il 17 gennaio scorso>.


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